Dieci ore consecutive senz’acqua potabile per migliaia di persone, e un’intera comunità che si prepara a un martedì nero per un’emergenza idrica legata alla manutenzione straordinaria di Acea, che ha annunciato sospensioni a partire dalle prime ore della mattina.
Resteranno senz’acqua 12 località principali: polemica social sulle scorte d’emergenza inaccessibili e la cisterna “ingabbiata” in un cantiere
Domani 17 marzo, sarà il Comune di Canale Monterano a dovere affrontare una sospensione idrica programmata che colpirà i circa 4mila residenti, coinvolgendo gran parte del tessuto urbano e periferico. Acea Ato 2 ha confermato la necessità di un intervento di manutenzione straordinaria sulla rete, ma a scaldare l’atmosfera non è solo il disagio del distacco, quanto l’incertezza sui punti di rifornimento sostitutivi.
Le zone colpite e i tempi dell’intervento
Il cantiere per la manutenzione straordinaria aprirà ufficialmente alle ore 08:00 di martedì, con il ripristino del flusso previsto, salvo complicazioni, per le ore 18:00. Sebbene Acea abbia fornito un elenco dettagliato, la società ha già avvertito che il disagio non sarà limitato esclusivamente alle strade citate, poiché abbassamenti di pressione e mancanze d’acqua potranno verificarsi a macchia d’olio in tutte le aree limitrofe.
Le località che resteranno “a secco” includono i nuclei vitali di: Località Monte Alto, Via della Ginestra, Via del Biancospino, Via delle Rose, Via delle Crete, Via Trocchi, Via della Piana, Via della Macchia, Via Castel Donato, Via dell’Eremo, Via Monte della Rosetta e Via XXV Aprile. Di fatto, una fetta enorme del territorio comunale che dovrà fare i conti con rubinetti a secco per l’intera giornata lavorativa.
Il mistero della cisterna “scomparsa”
Il punto più critico della vicenda riguarda però le misure di mitigazione del disagio. Acea ha ricordato la presenza di cisterne fisse a Piazza M. De Mattias a Canale e in Via Matteotti a Montevirginio. Tuttavia, diverse segnalazioni circolate sui social network nelle ultime ore hanno sollevato un polverone: la cisterna di Piazza De Mattias risulterebbe infatti inaccessibile.
“La scorsa settimana era chiusa da una recinzione di cantiere, l’hanno riaperta?” chiede polemicamente un utente, trovando immediata sponda in altre testimonianze che denunciano come il punto di prelievo sia stato “inglobato” in un’area di lavoro adiacente, rendendo impossibile per i cittadini rifornirsi manualmente. Un paradosso che rischia di lasciare la popolazione senza un’alternativa pubblica durante le ore di stop.
Servizio autobotte: solo su richiesta preventiva
A differenza di altre occasioni, Acea non ha previsto l’invio automatico di autobotti mobili nei punti sensibili del paese. L’azienda ha chiarito che il servizio di rifornimento tramite autobotte potrà essere predisposto esclusivamente su richiesta preventiva.
I cittadini o gli amministratori di condominio che dovessero necessitare di forniture d’urgenza dovranno quindi contattare tempestivamente il numero verde 800 130 335. Questa modalità operativa mette ulteriormente pressione sull’utenza, chiamata a organizzarsi autonomamente in tempi brevi per evitare di trovarsi completamente priva di risorse idriche per le necessità primarie e igienico-sanitarie.
Le ragioni della chiusura e i consigli utili
La manutenzione straordinaria è stata definita “indifferibile” per garantire la stabilità futura della rete idrica, spesso soggetta a perdite o cali di pressione cronici in questa zona della provincia romana. Nonostante la necessità tecnica, le criticità strutturali rimangono evidenti.
Si consiglia ai residenti di fare scorta d’acqua nelle ore precedenti il distacco e di mantenere chiusi i rubinetti durante l’intervento per evitare che, alla riapertura, detriti o aria presenti nelle tubature possano danneggiare scaldabagni o elettrodomestici. Al momento del ripristino, è normale che l’acqua possa presentare una lieve torbidità; in tal caso, sarà sufficiente farla scorrere per pochi minuti fino a quando non tornerà limpida. La speranza della cittadinanza è che i tempi vengano rispettati e che, soprattutto, i punti di rifornimento d’emergenza vengano resi realmente accessibili a tutti.


















