Due stazioni diverse, due reati distinti, ma è un unico volto quello che emerge dall’oscurità dei tunnel della metropolitana romana, e che ha stretto le manette ai polsi di un 20enne irregolare sul territorio nazionale, che ha trasformato un normale pomeriggio tra i viaggiatori in attesa sulle banchine in una scia di terrore.
La scia di violenza ripresa dalle immagini della videosorveglianza della metropolitana, hanno stretto il cerchio su un giovane con un divieto di dimora
Tutto ha avuto inizio presso la fermata “Cavour” della linea B, dove secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Commissariato Viminale, l’indagato avrebbe adocchiato la sua vittima, una ragazza minorenne, che si trovava tranquillamente seduta in attesa sulla banchina.
In un crescendo di spregiudicatezza, l’uomo si sarebbe dapprima parzialmente denudato prima di avvicinarsi alla giovane, e poi, ignorando ogni resistenza, avrebbe tentato di palpeggiarla con insistenza, seguendola poi lungo i corridoi della stazione quando lei ha provato a fuggire.
Solo le grida d’aiuto della vittima hanno spinto l’aggressore a desistere e a dileguarsi rapidamente tra la folla dei pendolari. Le telecamere di sicurezza, tuttavia, avevano già fortunatamente registrato ogni istante del drammatico inseguimento.
Il “match” investigativo dopo il secondo episodio di violenza
Nonostante la gravità del primo episodio, il ventitreenne non ha lasciato la rete metropolitana. A distanza di pochissime ore, si è infatti spostato verso la stazione “Piramide”, dove si è scagliato contro un’altra vittima rendendosi responsabile, stavolta, di un furto aggravato.
In questa occasione però, l’intervento della Polizia è riuscito a bloccarlo e condurlo davanti all’Autorità Giudiziaria per l’udienza di convalida del furto. È stato proprio in questa fase che gli agenti hanno incrociato i dati: confrontando i tratti somatici del fermato con le descrizioni fornite dalla minorenne e i fotogrammi estratti dalle telecamere della fermata Cavour, è scattato il “match” investigativo.
Le indagini lampo e il fermo per violenza sessuale
Dopo la denuncia sporta dalla giovane vittima, i poliziotti hanno analizzato meticolosamente i video che hanno restituito un’immagine nitidissima del sospettato, permettendo di associarlo senza ombra di dubbio all’autore del violento furto avvenuto poco dopo, con l’emissione di un fermo di indiziato di delitto per la violenza sessuale.
Il provvedimento restrittivo è stato convalidato e il giovane si trova attualmente ristretto in carcere. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per l’indagato vige dunque il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

















