Tartaruga azzannatrice scovata a Roma: l’insolito incontro in un sentiero di Torre Flavia

La tartaruga azzannatrice, una minaccia per la biodiversità locale, è stata fermata e recuperata grazie alla segnalazione di un residente

La tartaruga azzannatrice

Ieri mattina, lungo un sentiero della Palude di Torre Flavia, è stata scoperta una tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina), una specie originaria del Nord America considerata particolarmente mordace.

La tartaruga azzannatrice, una minaccia per la biodiversità locale, è stata fermata e recuperata grazie alla segnalazione di un residente

Il rettile è stato subito recuperato dai volontari e dalle guardie Nogra, con il supporto dei carabinieri  e trasferito al centro CITES per animali esotici e pericolosi.

Giancarlo, un residente della zona, ha raccontato di aver avvistato l’animale sul sentiero: “L’ho trovata questa mattina, e per fortuna sono riuscito a fermarla con un ramo prima che entrasse in palude. Subito dopo, ho allertato i guardiaparco, che l’hanno messa in sicurezza, insieme ai due studenti volontari che sono intervenuti prontamente. È andata bene, e voglio ringraziare tutti, inclusi i carabinieri forestali“.

La tartaruga azzannatrice è nota per la sua natura mordace, capace di infliggere ferite anche gravi, motivo per cui le autorità hanno avvertito che chiunque incontri questo animale nell’area naturale protetta deve evitare di avvicinarsi.

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Uno degli esemplari recuperati a Capena

La scoperta non è un caso isolato. Pochi anni fa, esemplari della stessa specie sono stati trovati anche nel territorio di Morlupo e Capena, comuni a distanza considerevole da Torre Flavia. Secondo Giancarlo, la tartaruga sembra essersi adattata con successo all’ambiente e potrebbero esserci altre popolazioni nascoste in altre aree intorno a Roma. “È necessario avviare indagini più approfondite per monitorare eventuali altri habitat di questa specie esotica,” ha concluso.

Nei prossimi giorni, verrà avviato un progetto di rimozione di queste tartarughe alloctone, con l’obiettivo di proteggere l’ecosistema della palude, un’area naturale di grande valore ambientale

La tartaruga azzannatrice, una specie invasiva

La Chelydra serpentina, o tartaruga azzannatrice, è un rettile originario del Nord America, noto per la sua aggressività e il potente morso. Può raggiungere i 50 cm di lunghezza e pesare oltre 10 chili.

Carnivora e resistente, questa specie si adatta facilmente a diversi ambienti acquatici, ma la sua presenza in ecosistemi non nativi può causare danni alla fauna locale. In Italia, la tartaruga rappresenta una minaccia per la biodiversità, motivo per cui le autorità stanno attuando misure per rimuoverla dalle aree protette, come la Palude di Torre Flavia.

Si tratta di una riserva di circa 43 ettari di superficie situata tra Ladispoli e Cerveteri. Una zona umida frequentata da scolaresche, escursionisti e appassionati di birdwatching.

I custodi dell’area naturalistica invitano, pertanto, tutti i visitatori a porre la massima attenzione e a non avvicinarsi in caso di avvistamento di una tartaruga perché quelle azzannatrici sono molto rapide a muoversi a contrario della proverbiale lentezza della specie e possono fare danni in caso riescano a mordere.

La presenza di questi esemplari desta preoccupazioni anche per la tutela dell’ecosistema locale dove è comparsa anche a causa del fenomeno dell’abbandono in natura di animali esotici acquistati in commercio.

Nel corso degli anni nella palude è stata segnalata a presenza anche di nutrie, pesci provenienti da altri habitat, pappagalli versi e altri organismi suscettibili di modificare gli equilibri naturali dell’ambiente.