Aveva appena compiuto 19 anni e una vita piena di progetti, amicizie e impegni nel suo quartiere. Di Archange Pochini, per tutti Archi, il giovane morto sabato notte in un incidente in moto a Ottavia, chi lo ha conosciuto ricorda soprattutto il sorriso e la disponibilità verso gli altri. Un ragazzo gentile, discreto e sempre pronto a dare una mano, soprattutto ai più piccoli.
Il sorriso e la generosità di Archi, il liceale di Ottavia che viveva per l’oratorio e per i bambini
All’oratorio Padre Antonio Gentilin, che frequentava da quando aveva 14 anni, Archange era diventato negli ultimi quattro anni uno degli animatori più presenti. Partecipava alle attività con entusiasmo, dai campi estivi ai tornei sportivi, ed era un punto di riferimento per molti bambini.
“Questa è una mattina di enorme dolore per tutti noi. Un figlio del nostro oratorio, un animatore, un ragazzo gentile, discreto e allegro, ci ha lasciato“, hanno scritto dall’oratorio in un messaggio condiviso con la comunità. “A Elisa, la sua mamma, e a Tonino, il suo papà, va l’abbraccio di tutti noi e soprattutto dei nostri ragazzi“.

Un ricordo che restituisce il ritratto di un giovane molto amato nel quartiere. “Archange era un ragazzo buono, timido ma molto allegro. Generoso e sempre disponibile“, racconta Dino Moltisanti, presidente dell’oratorio. “Era venuto in Italia da bambino e da quattro anni faceva l’animatore con noi. Era sempre attento, soprattutto con i bambini più piccoli“.
La passione per lo sport
Fisico atletico e grande passione per lo sport, Archange se la cavava in quasi tutte le discipline. In passato aveva giocato a calcio con il Massimina e continuava a seguire lo sport con entusiasmo. Era anche un grande tifoso della Lazio, passione che condivideva con molti amici.
Frequentava il liceo Vittorio Gassman di Primavalle e trascorreva gran parte del tempo libero proprio all’oratorio, che per lui era diventato una seconda casa, dove durante le attività estive era un punto di riferimento soprattutto per i bambini più difficili.
Il giorno prima era stato anche il giorno del suo compleanno. Come spesso accadeva, aveva trascorso parte della serata insieme agli altri animatori dell’oratorio: qualche partita a biliardino, le chiacchiere tra amici, il racconto delle piccole cose della vita quotidiana. Momenti semplici che oggi restano tra i ricordi più preziosi per chi gli voleva bene.
“Non si tirava mai indietro – continuano dall’oratorio – era uno dei più generosi e aveva sempre il sorriso sincero di un ragazzo sereno“.
Archi e il suo sorriso
Nei prossimi giorni Ottavia l’ultimo saluto. Intanto il quartiere si stringe attorno alla famiglia e ricorda Archi così come appariva a tutti: con quel sorriso aperto e la voglia di fare che lo portava, ogni giorno, a mettersi al servizio degli altri.
“Quanta felicità portavi in mezzo alla gente e adesso hai lasciato un vuoto immenso a tutti noi – il saluto di un amico – Continua a sorridere lassù. Manchi tanto Archi“.


















