Il ritorno del treno a Fiumicino città. Non è l’ennesima proposta destinata a finire nel cassetto dei desideri ma l’oggetto di una proposta di delibera in discussione alle commissioni competenti del comune attivamente sostenuta anche da Legambiente e dall’Osservatorio Regionale dei Trasporti (ORT).
Il ritorno del treno a Fiumicino città, la proposta di delibera all’esame delle commissioni comunali competenti
L’eventuale approvazione della delibera un primo passaggio istituzionale che potrebbe portare al ripristino di un servizio di trasporto pubblico destinato, tra l’altro, ad alleggerire l’impatto del traffico stradale sul territorio e di consentire anche ai residenti che abitano nelle località più lontane dalla cittadina aeroportuale di raggiungerla più rapidamente risparmiando, tra l’altro, i costi del carburante.
Le future stazioni
Nella delibera viene prefigurato un tracciato che, partendo dalla vecchia stazione di Porto arriverebbe fino al nuovo capolinea degli autobus nello spazio tra Via Coccia di Morto e Via della Foce Micina. Si tratta del primo atto ufficiale con il quale si avvia il ripristino di un collegamento ferroviario, dal momento della cancellazione, definita ‘sciagurata’ da molti, della tratta 25 anni fa.
Una città isolata dal ferro
Il paradosso di Fiumicino è unico in Italia: pur ospitando il principale scalo aeroportuale del Paese, il cuore della cittadina è rimasta privo di binari. Con oltre 50.000 abitanti concentrati tra il Centro, Isola Sacra e Focene, Fiumicino detiene il triste primato di più grande città italiana senza una stazione ferroviaria urbana.
Molte località come Maccarese, Torrimpietra, Parco Leonardo e lo stesso scalo internazionale Leonardo da Vinci sono periferiche e difficilmente raggiungibili da chi vive e lavora nell’abitato di Fiumicino città e nelle zone limitrofe.
Il corridoio della mobilità C5
A rendere tecnicamente fattibile l’impresa in tempi brevi è l’esistenza del cosiddetto corridoio C5. Si tratta di un rettilineo libero da costruzioni, un “binario fantasma” potenzialmente pronto a ospitare la nuova collocazione delle rotaie. Secondo gli esperti basterebbe, infatti, posare meno di due chilometri di binari su quest’area già predisposta, per restituire l’accessibilità ferroviaria a decine di migliaia di pendolari.
L’obiettivo è la creazione di una diramazione della linea FL1 (Orte-Fiumicino Aeroporto), la ferrovia laziale con la migliore frequenza di passaggi, permettendo così una “penetrazione” del ferro fin dentro il cuore pulsante della città.
Il plauso delle associazioni
A sostenere con forza il progetto sono Legambiente e l’Osservatorio Regionale Trasporti (ORT), che, da anni, si battono contro la “cesura” iniziata con i lavori per i Mondiali di Italia ’90 e culminata con la soppressione definitiva del servizio nel 2002.
“Non possiamo che appoggiare i percorsi dell’amministrazione e di chiunque si impegnerà in tal senso”, rilevano Legambiente e ORT, permetterà di “decongestionare le arterie stradali verso la Capitale, ridurre drasticamente le emissioni inquinanti e restituire modernità a un territorio già gravato da una forte pressione ambientale”.
Se da un lato il consolidamento della stazione aeroportuale negli ultimi vent’anni è stato un successo per il turismo e il commercio internazionale, dall’altro la cittadinanza è stata privata del collegamento veloce con Roma. La sfida ora passa agli enti sovracomunali e a Rete Ferroviaria Italiana.
Il dialogo tra il Comune e i soggetti coinvolti è appena iniziato, ma la strada sembra tracciata. Dopo anni di attese e promesse mancate, Fiumicino non vuole più essere la “grande esclusa” dalla rete del ferro laziale. Il traguardo dei due chilometri di binari non è mai stato così vicino.
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