Il Tar ferma la “svendita” delle case popolari di via Berlinguer a Fiumicino: vittoria per gli inquilini

Sospesa la vendita all'asta degli appartamenti destinati all’edilizia residenziale pubblica: confermato il diritto di prelazione degli assegnatari

Foto di archivio

Stop alla vendita all’asta delle case popolari di via Berlinguer. Il Tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso presentato dal Fallimento Cicchetti S.r.l., confermando la legittimità dell’intervento del Comune di Fiumicino che ne aveva revocato la convenzione.

Sospesa la vendita all’asta degli appartamenti destinati all’edilizia residenziale pubblica: confermato il diritto di prelazione degli assegnatari

Gli appartamenti, costruiti su terreni comunali, erano stati messi all’asta in violazione dei vincoli legali previsti per gli immobili di edilizia residenziale pubblica (ERP).

Il provvedimento del Comune era stato impugnato dal curatore fallimentare della società, ma il Tar del Lazio ha oggi sancito che l’azione amministrativa del Comune era corretta.

Il sindaco Mario Baccini ha espresso soddisfazione per la sentenza, ribadendo che l’amministrazione ha sempre operato per proteggere i diritti delle fasce più vulnerabili della popolazione, nonché il rispetto delle normative vigenti.

Non potevamo permettere operazioni in contrasto con la normativa e con le finalità pubbliche del progetto edilizio – ha dichiarato Baccini – La costruzione delle case di via Berlinguer era stata infatti finanziata dal Comune di Fiumicino e dalla Regione Lazio, con lo scopo di garantire il diritto alla casa agli aventi diritto. Il progetto rientra in un’operazione di edilizia residenziale convenzionata, che impone vincoli stringenti sulla destinazione d’uso degli immobili”.

A sostenere la causa degli inquilini è stato l’avvocato Vincenzo Perticaro, che ha sottolineato l’illegalità della vendita all’asta, evidenziando la violazione del diritto di prelazione degli assegnatari degli appartamenti, del prezzo massimo di cessione.

Il Comune ha fatto bene a revocare la concessione alla società edile“, ha dichiarato il legale, ricordando che “gli immobili in questione erano stati destinati all’edilizia residenziale pubblica, gli inquilini avrebbero dovuto avere la priorità nell’acquisto evitando una mera speculazione immobiliare non i linea con quel tipo di edilizia”.

La manovra dell’asta per 11 appartamenti

Nel dicembre del 2024, 11 degli 15 appartamenti erano stati venduti all’asta dal fallimento della società Cicchetti, nonostante le diffide inoltrate dal Comune e dall’avvocato Perticaro. La vendita all’asta alla luce di questa sentenza deve essere annullata, con la decisione finale del Tar che ha sancito la fine dell’operazione speculativa.