Ucciso da un’auto in fuga, Alessio Ardovini aveva sconfitto un tumore: il dolore dei colleghi del McDonald’s

Alessio, amato dai colleghi e dai bambini, aveva ripreso a vivere dopo la lunga malattia, ma è stato travolto dall'auto in fuga dalla Polizia mentre tornava a casa con i genitori: tutti morti

Il 41enne di Torre Angela in uno scatto scherzoso

Aveva sconfitto un tumore ed è stato ucciso a 41 anni mentre tornava a casa assieme a padre e madre. C’è un aspetto, se possibile, che fa ancora più male sulla morte di Alessio Ardovini e dei genitori travolti e uccisi a Roma da un’auto in fuga dalla Polizia.

Il 41enne di Torre Angela, amato dai colleghi e dai bambini, aveva ripreso a vivere dopo la lunga malattia, ma è stato travolto dall’auto in fuga dalla Polizia mentre tornava a casa con i genitori: tutti morti

Il papà Giovanni e mamma Patrizia usavano l’accortezza di andare a prenderlo a fine turno fuori dal McDonald’s del centro commerciale Roma Est, dove Alessio lavorava da anni, proprio per agevolarlo. Come domenica sera. In un istante, invece, è finito tutto per tutti e tre.

Resta ora il dramma dell’unico fratello, maestro di arti marziali a Guidonia, che di fronte all’“immenso dolore” chiede rispetto e riservatezza, e quello di altri parenti che non si danno pace. Ma anche di chi nei turni di giorno o di notte lavorava con Alessio, che lo ricorda per la sua positività contagiosa, per la cortesia coi clienti, per le battute sempre pronte.

I colleghi: “Ci mancherà immensamente”

Dopo mesi di lotta Alessio, era tornato a vivere con il sorriso, finalmente pronto a riprendersi la sua quotidianità. Perché amava la vita e il lavoro. Da anni impiegato al McDonald’s del centro commerciale Roma Est, era benvoluto da tutti. Da colleghi e clienti abituali.

Il suo ritorno dopo la malattia è stato un segno di forza, e i colleghi lo ricordano ora con le lacrime agli occhi.Abbiamo finito il turno insieme domenica sera – raccontano – Sembra impossibile pensare che non ci sia più“.

Alessio era anche molto amato dai bambini, per cui animava feste con passione e dedizione. “Volevano tutti lui come animatore, mancherà immensamente”, ricorda Alessandra, la responsabile del fast food.

Una famiglia meravigliosa, Giovanni e Patrizia avevano cresciuto due figli educati, rispettosi – racconta ancora – Alessio era il nostro faro di allegria, ci rallegrava tra racconti e battute. 

L’anno scorso aveva superato una grave malattia ma voleva venire a lavorare ugualmente. Quando è tornato lo abbiamo accolto con una festa a sorpresa”.