Notte di fuoco a Ostia: raid di 15 piromani incappucciati distrugge cassonetti e mezzi elettrici 

Dal lungomare di Ponente al PalaFIJLKAM, cassonetti e monopattini ridotti a scheletri e fiamme sui marciapiedi

Intervento dei vigili del fuoco non collegato ai fatti

Il litorale romano si è risvegliato stamane contando i danni di una notte di follia incendiaria. Allo scoccare della mezzanotte, un’azione coordinata e violenta ha trasformato diverse strade di Ostia in un inferno di fiamme e fumo acre. Non si è trattato di episodi isolati, ma di un vero e proprio raid sistematico che ha colpito alcuni punti nevralgici del quartiere lidense, lasciando dietro di sé una scia di carcasse di cassonetti.

Dal lungomare di Ponente al PalaFIJLKAM, cassonetti e monopattini ridotti a scheletri e fiamme sui marciapiedi

L’episodio più eclatante si è consumato a Largo Giuliano da San Gallo, a ridosso del Lungomare Paolo Toscanelli. Secondo le testimonianze raccolte e le prime segnalazioni giunte al Numero Unico di Emergenza 112, un gruppo composto da almeno 15 soggetti incappucciati è entrato in azione con una precisione militare.

In pochi istanti, la fila di cassonetti destinata alla raccolta dei rifiuti è stata avvolta dal fuoco, trasformando i contenitori in scheletri metallici incandescenti. Il calore sprigionato dal rogo è stato talmente intenso da coinvolgere anche due mezzi elettrici che si trovavano regolarmente parcheggiati sul marciapiede, riducendoli a un ammasso di plastica fusa e metallo.

La dinamica del raid e l’intervento dei soccorsi

La banda avrebbe atteso il momento di minore passaggio per agire nella zona di ponente e appiccare gli incendi contemporaneamente in più punti. L’allarme è scattato immediatamente, portando sul posto le squadre dei Vigili del Fuoco della caserma di Ostia e le pattuglie di Polizia di Stato del Commissariato Lido. I soccorritori si sono trovati di fronte a fiamme alte che minacciavano di estendersi alle auto in sosta, rendendo l’intervento complesso e pericoloso a causa delle possibili esplosioni dei residui all’interno dei contenitori.

Una scia di distruzione dal mare all’entroterra

Indagini in corso per identificare gli autori del disastro a Largo Giuliano San Gallo, che potrebbero essere gli stessi responsabili di altri roghi segnalati nella medesima notte. I vandali incappucciati avrebbero infatti colpito anche la zona del Polo Natatorio e l’area circostante la stazione della Metromare di Castel Fusano.

Una scia di distruzione che non ha risparmiato nemmeno la zona a ridosso del centro olimpico PalaFIJLKAM, dove altri cassonetti sono stati dati alle fiamme con le stesse modalità operative. Si delinea così il profilo di un gruppo organizzato che ha studiato un percorso preciso per colpire, forse, i simboli della vita pubblica e sportiva del litorale a poche ore dall’inizio della RomaOstia.

La rabbia dei residenti e la richiesta di sicurezza

L’esasperazione tra i residenti è palpabile. Molti cittadini, svegliati di soprassalto hanno riferito alle forse dell’ordine di aver visto fuggire i giovani incappucciati subito dopo aver appiccato il fuoco, dileguandosi tra i vicoli della zona di ponente prima dell’arrivo delle volanti.

La richiesta che arriva a gran voce dal X Municipio è quella di un potenziamento immediato della videosorveglianza. Non è la prima volta che il quadrante tra il lungomare e la stazione diventa bersaglio di vandali incendiari, ma l’impiego di una forza d’urto così numerosa e coordinata ha sollevato l’asticella della preoccupazione per altri raid vicini alle abitazioni.

Degrado senza sosta tra raid incendiari e abbandono selvaggio

Residenti preoccupati in queste ore per un’ondata di degrado senza sosta a Ostia, dove l’inciviltà affonda nel mare dove sotto il Pontile è esplosa la protesta per il “bike sharing acquatico”, con mezzi elettrici gettati tra le onde e batterie al litio in balia della corrosione. Al vandalismo e i recuperi in acqua si aggiungono inquietanti raid notturni incendiari e l’abbandono selvaggio di monopattini che deturpano le aiuole costiere. I residenti, esasperati dallo scempio ambientale e dalla mancanza di sicurezza, invocano ora telecamere di sorveglianza e stalli obbligatori per fermare l’anarchia della micromobilità.