Emergenza furti a Ostia e Infernetto: caccia alla banda delle Fiat che spariscono e vengono ritrovate cannibalizzate

Escalation di furti tra Panda e Fiat 500 prelevate nella zona di Ostia Ponente: l'allarme con il ritrovamento di un'auto depredata e abbandonata

Da settimane, una serie ininterrotta di furti d’auto sta colpendo il quadrante compreso tra via delle Repubbliche Marinare e le zone limitrofe, disegnando la mappa di un’emergenza che sembra non avere fine. Non si tratta di episodi isolati, ma di un attacco sistematico che sta spingendo i cittadini a barricare i propri veicoli con ogni mezzo tecnologico e meccanico disponibile.

Escalation di furti tra Panda e Fiat 500 prelevate nella zona di Ostia Ponente: l’allarme con il ritrovamento di un’auto depredata e abbandonata

Le segnalazioni si rincorrono sui social e nelle chat di quartiere, delineando un raggio d’azione vasto e spregiudicato. Tre settimane fa, il furto di una Fiat Panda in via delle Zattere ha aperto la scia recente; mentre pochi giorni fa, giovedì 26 febbraio, è stata la volta di una Fiat 500 sottratta in via della Tortuga.

Questa mattina ancora, due veicoli sono stati sottratti dai garage del Porto Turistico di Ostia, forse con la tecnica nota che riesce ad avere la meglio anche sulle serrande automatiche con i dispositivi chiamati jammer (o disturbatori di frequenza) utilizzati anche per svaligiare le auto parcheggiate.

Dietro questi colpi potrebbe muoversi una banda organizzata che conosce perfettamente il territorio e agisce con estrema rapidità, approfittando, come affermano le vittime che stanno affidando al web le segnalazioni, delle ore notturne e della scarsa sorveglianza in alcuni tratti stradali.

Il ritrovamento di via Bucci: auto depredate e abbandonate

L’ultimo episodio di ritrovamento risale al 27 febbraio mattina, quando in via Umberto Bucci è stata rinvenuta una Fiat 500. L’auto si presentava in condizioni disastrose: depredata di diverse componenti per arricchire il mercato nero dei pezzi di ricambio, e poi abbandonata sul ciglio della strada.

Chi l’ha esaminata ha riferito che il veicolo era “messo molto male”, con i cavi forzati palesemente per permetterne l’accensione rapida. È il “modus operandi” tipico di questi gruppi criminali che girano attrezzati di tutto e che, una volta utilizzato o svuotato il mezzo, se ne disfano lasciando i proprietari davanti ai resti della propria vettura.

L’intervento delle Forze dell’Ordine e l’estensione all’Infernetto

Alle 8 di mattina, le forze dell’ordine sono intervenute per i rilievi sul veicolo ritrovato e per coordinare la rimozione. Gli investigatori stanno lavorando febbrilmente per incrociare i dati e stringere il cerchio intorno ai responsabili.

Il sospetto degli inquirenti è che la banda stia ampliando il proprio raggio d’azione anche nell’entroterra. dove nelle ultime ore, sono fioccate diverse segnalazioni dalla zona dell’Infernetto, suggerendo che i malviventi si stiano spostando verso l’interno per colpire aree meno presidiate.

La rabbia dei residenti e la richiesta di sicurezza

“Verranno beccati, altro che galera”, tra i commenti furiosi degli utenti, stanchi di dover investire cifre considerevoli in localizzatori GPS, catene, blocchi meccanici e telecamere per proteggere beni acquistati con sacrifici.

La tensione sociale è altissima e la richiesta rivolta alle istituzioni è univoca: occorre un incremento immediato dei controlli o come già avvenuto si ritornerà alle manifestazioni spontanee di controllo da parte dei cittadini. “Solo una presenza fisica e costante delle pattuglie può scoraggiare una banda così determinata, che sembra non temere i sistemi di allarme standard e continua a colpire con cadenza quasi quotidiana”.

Oggi è stato violata perfino una zona di Ponente ritenuta tranquilla sul fronte dei controlli: le abitazioni intorno al porto turistico, dove dai garage nella notte, sono letteralmente svanite nel nulla due automobili parcheggiate al “sicuro”.