“Zingaro vai via…”: l’avvertimento è arrivato in stile malavitoso. Sei scooter con due persone a bordo su ciascuno, caschi integrali e i modi minacciosi. “Non ti far vedere qua, lascia la casa popolare…”.
Gli assegnano una casa popolare a Casalotti, picchiato davanti ai figli. Le minacce e la rapina
E’ il violento altolà subito da Sladan R., un 46enne, papà di 12 figli, cresciuti in un campo a Roma, e da pochi giorni assegnatario di un alloggio Ater a Casalotti dove la famiglia non si è ancora trasferita.
I pizzini e l’aggressione
Sladan, italiano di origine bosniaca, a fine gennaio ha ricevuto l’assegnazione di un appartamento Ater nel quartiere, dopo anni di attesa. Insieme alla moglie e ai figli ha iniziato i lavori per tinteggiare la casa e aggiustare dei guasti.
Pochi giorni dopo aver preso possesso della casa, la famiglia ha iniziato a ricevere biglietti e pizzini anonimi contenenti minacce e insulti. Le comunicazioni, lasciate sulla porta dell’abitazione, contenevano frasi come “Non vi vogliamo qui” e “La prossima volta vi ammazziamo”.
Domenica scorsa, il 22 febbraio, la situazione è precipitata davanti all’uomo e cinque dei suoi figli.
Mentre il 46enne, la moglie e cinque dei loro figli, tutti minorenni, si trovavano nel parcheggio della palazzina, un gruppo di persone a bordo di sei scooter li ha accerchiati. Con il volto coperto da caschi integrali, gli aggressori hanno iniziato a insultare e minacciare l’uomo, chiedendo alla famiglia di lasciare l’appartamento.
La situazione è rapidamente degenerata. Il 46enne è stato colpito alla testa e allo stomaco mentre la figlia, 14enne, veniva rapinata della borsa (con portafogli e permesso di soggiorno), facendola cadere a terra. Dopo l’aggressione la fuga con gli scooter. “Se non te ne vai la prossima volta sarà peggio”, la minaccia rivolta al capo famiglia.
La denuncia
Sladan si è recato al pronto soccorso del policlinico Casilino per le medicazioni e poi nella caserma dei carabinieri di Casalotti per denunciare. “Non possiamo vivere così, la nostra famiglia non si sente sicura”, ha dichiarato, aggiungendo di non comprendere il motivo di un simile attacco.
I carabinieri stanno raccogliendo testimonianze e cercando immagini di videosorveglianza per ricostruire quanto accaduto e identificare i responsabili.
Il Campidoglio informato
L’avvocato della famiglia, Pietro Nicotera, ha confermato che stanno valutando le opzioni per garantire la sicurezza della famiglia. “La famiglia non intende mollare l’assegnazione legittima e ottenuta dopo anni e anni di attesa. Il mio assistito è un cittadino italiano, lavoratore e senza pregiudizi penali”, ha dichiarato il legale. Il Campidoglio è stato informato.



















