Metro A, sondaggi geologici per prolungare tratta Battistini-Torrevecchia: due nuove stazioni da un miliardo di euro

Avviati i sondaggi geologici per il prolungamento della Metro A da Battistini a Torrevecchia. Previsti 2,3 km di nuova linea e due nuove stazioni

Metro c
Immagine di repertorio

Sono ufficialmente iniziati i sondaggi geologici preliminari, decisivi per il prolungamento della Metro A oltre l’attuale capolinea di Battistini, in direzione Torrevecchia.

Avviati i sondaggi geologici per il prolungamento della Metro A da Battistini a Torrevecchia. Previsti 2,3 km di nuova linea e due nuove stazioni

Le verifiche tecniche rappresentano il primo passo concreto verso la realizzazione di una nuova tratta attesa da anni dai residenti del quadrante nord-ovest della Città Eterna.

Le indagini in corso servono ad aggiornare e perfezionare il progetto preliminare, indispensabile per accedere ai futuri finanziamenti pubblici.

I rilievi tecnici permetteranno di analizzare la composizione del sottosuolo, valutare eventuali criticità e definire con maggiore precisione il tracciato definitivo dell’infrastruttura.

Il prolungamento Battistini-Torrevecchia prevede una lunghezza di circa 2,3 chilometri e la realizzazione di due nuove stazioni.

Il prolungamento della Metro A rappresenta un tassello fondamentale per rafforzare la rete del trasporto pubblico e rendere più efficiente la mobilità urbana

denominate “Brembo” e “Torrevecchia”: Llintervento è inserito negli strumenti di pianificazione della mobilità sostenibile e rientra tra le opere considerate strategiche per ridurre traffico e tempi di percorrenza.

L’obiettivo principale è estendere il servizio metropolitano verso aree densamente abitate che oggi non dispongono di un collegamento diretto su ferro.

In particolare, questa estensione consentirebbe di superare l’attuale capolinea di Battistini, migliorando l’accessibilità al trasporto pubblico e alleggerendo la pressione sulle linee di superficie.

Dal punto di vista economico, l’investimento stimato si aggira intorno a 1 miliardo di euro.

La richiesta dei fondi dovrebbe essere avanzata nella fase di programmazione della prossima legge di bilancio, dopo il completamento dell’istruttoria tecnica e amministrativa.

Se il percorso autorizzativo e finanziario procederà senza rallentamenti, l’avvio dei lavori potrebbe avvenire, nella migliore delle ipotesi, già durante il 2026 inoltrato.

Tuttavia, la tempistica definitiva dipenderà dall’esito delle verifiche tecniche e dalla disponibilità delle risorse necessarie.