“Un sorriso che racconta la storia di Trastevere, un cuore che ha battuto nel centro pulsante di Roma. Giorgio Rinaldi, il barbiere ‘Ballerino’, se n’è andato, ma il suo ricordo rimarrà scolpito nei volti e nelle storie di chi l’ha conosciuto”. A tre giorni dalla scomparsa del barbiere trasteverino più amato, arriva la dedita calorosa quanto inaspettata del re dei romani, Carlo Verdone.
Carlo Verdone rende omaggio al barbiere “Ballerino” di Trastevere, un uomo che con il suo sorriso e la sua bottega ha fatto la storia del quartiere e della sua gente
Con queste parole Verdone ha voluto ricordare l’amico che, con il suo sorriso e le sue storie, e la sua leggendaria bottega in via San Francesco a Ripa, è stato vero e proprio punto di riferimento per generazioni di romani.
Giorgio, conosciuto da tutti come ‘Giorgio er Ballerino’, non era solo un barbiere. Il suo negozio, piccolo e accogliente, è stato un crocevia di incontri, un luogo dove la cultura romana, quella autentica, si intrecciava con le storie di vita quotidiana. Da lì sono passati attori, politici, calciatori, artisti e, naturalmente, i veri protagonisti di Trastevere: i suoi abitanti, i ‘trasteverini’ di una volta.

Nel suo post Verdone ha voluto raccontare la figura di Giorgio non solo attraverso la sua professione, ma attraverso la passione che metteva in ogni gesto, soprattutto nella danza, che gli è valsa il soprannome di ‘Ballerino’. La sua abilità nel ballo, come nella vita, era una celebrazione dell’anima di un quartiere che ha sempre amato la vita, l’arte e la compagnia.
“La sua bottega ha visto chiunque”
“La sua bottega ha visto chiunque”, scrive Verdone, “una vera e propria ‘enciclopedia umana’ di Trastevere, dove la politica, l’arte, e la quotidianità si fondevano in un racconto che, ogni volta, riusciva a sorprendere.” Perché Giorgio non era solo un testimone del passato, ma un narratore capace di rendere ogni storia un pezzo di quella magia che ha reso Roma unica.
E così, attraverso il suo addio, Verdone rende omaggio non solo a un amico, ma a una Roma che, seppur cambiata, non smetterà mai di riconoscere i volti che l’hanno resa immortale. “Ti vorremo sempre bene, Ballerino nostro,” scrive l’attore. “Grazie per il tuo sorriso e per le tue storie, che ci hanno fatto comprendere il grande cuore di questo magnifico quartiere.”
A riprova di quanto sia radicata la memoria di Giorgio, il nipote del barbiere ha voluto ringraziare pubblicamente Verdone: “Grazie a lui, e grazie ai racconti del vostro rapporto, ho potuto, seppur indirettamente, assistere a una delle testimonianze più belle che il rione Trastevere potesse trasmetterci.”


















