Il piano di fuga di due giovani truffatori si è interrotto bruscamente lungo le corsie dell’autostrada A1, dove gli agenti della Polizia Stradale di Roma Nord hanno individuato e bloccato l’Alfa Romeo Tonale di colore rosso a noleggio usata per una recente truffa ad una coppia di anziani.
A differenza di precedenti casi di truffa con fuga verso la Campania, stavolta i responsabili sono stati bloccati dalla Polizia di Roma nord mentre rientravano verso la Capitale
Dopo il crimine di due finti Carabinieri messo a segno in provincia di Perugia, la rotta seguita dai malviventi per fuggire era il Lazio. A differenza di numerosi casi analoghi registrati anche di recente con fuga verso Napoli, questa volta i soggetti sono stati intercettati proprio alle porte della Capitale, mentre rientravano dal colpo appena concluso.
Il controllo e la scoperta della refurtiva
Una volta fermata l’autovettura, gli agenti hanno proceduto all’identificazione degli occupanti, riscontrando immediatamente numerose irregolarità . A bordo si trovavano due ragazzi di 18 e 17 anni, entrambi privi di documenti di riconoscimento e incapaci di fornire la carta di circolazione o il contratto di locazione del mezzo, risultato essere un’auto a noleggio.
Ulteriori verifiche poi, hanno permesso non solo di accertare che il conducente era sprovvisto di patente di guida, non avendola mai conseguita, ma che nell’abitacolo dell’auto c’era un sacchetto di plastica nascosto sotto il sedile del passeggero, al cui interno erano stati celati diversi monili in oro, frutto della truffa perpetrata poco prima nel territorio umbro.
La dinamica del raggiro ai danni degli anziani coniugi
Le indagini hanno permesso di ricostruire la tecnica utilizzata per raggirare la coppia di anziani a Marsciano. Un copione consolidato partito con una telefonata preliminare in cui un complice, spacciandosi per un appartenente all’Arma dei Carabinieri, informava le vittime che la loro auto era rimasta coinvolta in una rapina.
Con il pretesto di dover fornire chiarimenti urgenti uno dei coniugi veniva così indotto ad allontanarsi, mentre l’altro veniva convinto a raccogliere denaro e gioielli da consegnare a un sedicente carabiniere in borghese che sarebbero serviti come “cauzione” per risolvere la pendenza legale, un espediente classico che anche questa volta aveva raggiunto l’obiettivo basandosi sulla paura delle vittime.
Epilogo giudiziario e restituzione dei beni
E’ stata la collaborazione tra la Polizia Stradale e la Stazione dei Carabinieri di Marsciano a consentire di confermare la provenienza dei gioielli, riconosciuti dalla donna vittima del raggiro.
Per i due giovani di cui non sono state ancora chiarite le origini tra Roma e provincia, è scattata la denuncia in stato di libertà , e in particolare il minore, è stato affidato ai propri genitori su disposizione dell’autorità competente.

















