Il quartiere Monteverde Nuovo è piombato in un clima di profonda apprensione a seguito di una serie di episodi inquietanti avvenuti nelle ultime ore presso due Scuole dell’infanzia comunale, dove una donna si è presentata spacciandosi per una baby-sitter incaricata di prelevare i bambini.
Indagini su una donna che ha tentato il rapimento delle bimbe mostrando una foto: massima allerta per le famiglie del quartiere. Prontezza delle maestre ha evitato il peggio
Il primo caso confermato dalla Polizia di Stato è avvenuto nel pomeriggio dell’11 febbraio scorso. Intorno alle ore 17:00, presso la Scuola dell’infanzia comunale “Guglielmo Oberdan” in via Ravizza, una donna si è presentata all’ingresso spacciandosi per una baby-sitter incaricata di prelevare una bambina di soli tre anni.
Per rendere credibile il proprio piano, e portare a termine quello che appariva come un lucido intento di rapimento, la sconosciuta ha mostrato alle insegnanti una fotografia della bambina di 3 anni, sul proprio smartphone, tentando di convincerle della propria legittimità.
Solo la fermezza del personale scolastico ha impedito che la situazione volgesse al peggio, mantenendo alta la guardia nonostante l’insistenza della sedicente delegata.
La dinamica dell’intervento e la fuga
Di fronte alla diffidenza della maestra, che ha rifiutato di affidare la piccola senza le dovute verifiche documentali, la donna ha iniziato a mostrare segni di nervosismo. La docente, seguendo i protocolli di sicurezza, ha così deciso di contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112 per richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
Intuendo che il suo tentativo di rapimento stava per essere smascherato definitivamente, la sospettata si è dileguata rapidamente tra le vie limitrofe prima dell’arrivo della volante della Polizia di Stato. Una volta giunti sul posto, gli agenti hanno raccolto la testimonianza dei genitori della bambina, i quali, visibilmente scossi, hanno confermato di non aver mai assunto alcuna baby-sitter, procedendo successivamente a sporgere denuncia formale presso il Commissariato di Monteverde.
Il secondo episodio e la denuncia di Fabrizio Santori
La gravità della situazione è amplificata dal fatto che un episodio analogo, caratterizzato dalle medesime modalità d’azione, si sarebbe verificato anche presso la Scuola dell’Infanzia Comunale “Lola Di Stefano”, sempre nel medesimo quadrante cittadino.
Una sequenza riportata da Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Campidoglio, e che lo ha spinto ad intervenire con una nota durissima per chiedere misure drastiche. Secondo l’esponente politico, i contorni di questo doppio tentativo di rapimento delineano un quadro di pericolo imminente per la sicurezza dei minori nell’intero territorio capitolino.
Santori ha rivolto un ringraziamento pubblico alle maestre che, con la loro prontezza, hanno evitato che un dramma familiare si consumasse sotto i loro occhi, sottolineando come l’efficienza delle forze dell’ordine sia ora fondamentale per identificare la responsabile.
Le richieste urgenti al Campidoglio
La mobilitazione politica non si ferma alla solidarietà, ma punta a ottenere impegni concreti per blindare gli istituti scolastici romani. Per questo è stato chiesto formalmente al Campidoglio di mettere a disposizione degli inquirenti tutte le immagini catturate dai sistemi di videosorveglianza urbana per tracciare il percorso della donna ed evitare che un nuovo potenziale rapimento possa essere tentato altrove.
La Lega capitolina esige inoltre un rafforzamento immediato della sorveglianza negli orari critici di ingresso e uscita degli alunni, garantendo al contempo un flusso informativo costante e trasparente verso le famiglie, attualmente in stato di agitazione. È ritenuto prioritario verificare se episodi simili siano stati segnalati in altri distretti, per escludere l’azione di una rete organizzata dietro questi singoli casi di cronaca.
Verso un nuovo protocollo di sorveglianza
Mentre le indagini della Polizia di Stato proseguono per risalire all’identità della donna che ha tentato il rapimento, la comunità di Monteverde resta in allerta. La vicenda ha evidenziato la necessità di aggiornare i livelli di sicurezza all’interno dei plessi comunali, dove il solo controllo visivo delle deleghe potrebbe non essere più sufficiente a fronte di strategie criminali sempre più sofisticate, come l’uso di supporti digitali ingannevoli.

















