Un boato, il soffitto che cede e un’ondata di acqua bollente che travolge il reparto SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura) dell’ospedale Sant’Andrea di Roma. Non si registrano feriti.
Un guasto alla tubatura dell’acqua calda causa il crollo del soffitto e l’allagamento del reparto Spdc al Sant’Andrea. Pazienti illesi per miracolo
È questa la scena drammatica che si è consumata ieri sera, quando una rottura della tubatura dell’acqua calda ha provocato il crollo del controsoffitto, allagando completamente il reparto e la camera 2, che in quel momento ospitava due pazienti, con circa venti centimetri di acqua bollente. Incolumi sia il personale che i ricoverati.
“Un episodio che non può essere considerato come una semplice fatalità, ma piuttosto come il risultato di una gestione e di interventi tecnici clamorosamente fallimentari – denuncia la Segreteria di Confintesa Sanità – Il reparto SPDC era stato riaperto da poco dopo oltre un mese di lavori di ristrutturazione”.
Solo la prontezza del personale ha evitato il peggio
La tempestiva reazione del personale ha evitato che la situazione degenerasse. Sul posto sono intervenuti prontamente i Vigili del Fuoco, la vigilanza dell’ospedale, una delegazione della Direzione Sanitaria e le ditte di pulizia per aspirare i liquidi, operazione ancora in corso.
Il sindacato ora chiede risposte immediate e concrete. “La salute e la sicurezza non sono variabili indipendenti, sono diritti fondamentali che devono essere rispettati, e oggi l’Ospedale Sant’Andrea ha clamorosamente fallito su entrambi i fronti,” dichiara Alessio Minadeo, portavoce di Confintesa Sanità.
Dopo un consulto con la Direzione dell’AOU Sant’Andrea, è stato comunicato che il guasto sarebbe stato causato da una tubatura della dorsale e non sarebbe direttamente correlato ai recenti lavori di ristrutturazione dell’S.P.D.C.
Lo scorso agosto ad allagarsi, a causa delle forti piogge, era stato il blocco operatorio del padiglione Lancisi al San Camillo.

















