La via Pontina si è portata via un’altra vita e un sorriso conosciuto da molti. Davide Spanu, 44 anni, radiologo dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, è morto nel tardo pomeriggio di ieri, 9 febbraio, in un incidente avvenuto nel territorio di Sabaudia, all’altezza della rotatoria della Migliara 49.
Il ricordo di Davide Spanu, radiologo del Goretti: la Pontina spezza una vita amata da colleghi e amici
Stava rientrando da Terracina dopo una giornata trascorsa con un amico, ore leggere di normalità che si sono spezzate all’improvviso.
Con lui se n’è andato un uomo stimato per la sua professionalità e ricordato da tutti per quella gentilezza silenziosa e quel sorriso che oggi Latina fatica a immaginare assente.
L’impatto è stato violento. La Mini Cooper guidata da Davide Spanu ha urtato il cordolo della rotatoria, carambolando sull’asfalto. Il 44enne è stato sbalzato fuori dall’abitacolo e per lui non c’è stato nulla da fare.
L’amico che viaggiava al suo fianco è stato soccorso e trasportato in ospedale: le sue condizioni, fortunatamente, non destano preoccupazione.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e la Polizia stradale di Aprilia, incaricata dei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.
Il vuoto lasciato
Ma oltre la cronaca, resta il vuoto lasciato da Davide. Un vuoto che in queste ore attraversa Latina e in particolare l’ospedale Goretti, dove lavorava come tecnico radiologo ed era conosciuto ben oltre il suo ruolo professionale.
Arrivato giovanissimo in reparto, era cresciuto negli anni diventando un punto di riferimento per colleghi e medici, apprezzato per la serietà, la disponibilità e quella naturale capacità di mettere a proprio agio chiunque avesse davanti.
In Radiologia il tempo sembra essersi fermato. Si lavora in silenzio, con gesti automatici e pensieri altrove. “Davide era uno di noi”, raccontano i colleghi, ancora increduli. Un uomo capace di portare umanità anche nei momenti più duri, sempre con un sorriso discreto, mai forzato, che oggi manca come mancano le presenze vere.
La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente, suscitando una lunga scia di messaggi sui social. Amici d’infanzia, compagni di vita, colleghi e conoscenti hanno affidato alla rete parole di dolore e incredulità. Racconti di un legame quotidiano, di risate condivise, di una presenza costante che improvvisamente non c’è più. “Ci sentivamo ogni giorno”, scrive un amico. “Oggi no. Oggi ti ho perso”.
Un ricordo commosso arriva anche da Maria Ciolfi, consigliera comunale di Latina e collega in Radiologia: “Da ieri sera il reparto è come paralizzato. Continuiamo a lavorare, ma nei nostri cuori c’è solo Davide. È una perdita che attraversa tutta la nostra comunità professionale e umana”. Lo ricorda come un tecnico stimato e un collega prezioso, ma soprattutto come “una persona speciale, dal sorriso accogliente e contagioso”.
















