Ghali alle Olimpiadi di Milano-Cortina: censurato? C’è chi dice sì

Ghali sotto i riflettori… o no? La sua esibizione all’apertura delle Olimpiadi divide i social

E’ scontro aperto sul trattamento riservato a Ghali all’apertura dei Giochi di Milano-Cortina. Nessuna zoommata, nessuna citazione. E il popolo di Ghali si è ribellato: censura. Giusto o no?

Ghali sotto i riflettori… o no? La sua esibizione all’apertura delle Olimpiadi divide i social

La partecipazione del rapper alla cerimonia di apertura, andata in scena ieri sera allo stadio di San Siro, ha subito acceso un acceso dibattito sui social. In particolare su X, molti utenti hanno denunciato un trattamento che definiscono da “censura”, evidenziando come Ghali sia stato quasi sempre ripreso da lontano o dall’alto, senza mai un primo piano durante la diretta televisiva.

Ghali alle Olimpiadi di Milano-Cortina: censurato? C’è chi dice sì 1
Ghali. Dal suo profilo

Le critiche sono arrivate subito dopo la sua performance, già segnata da polemiche nei giorni precedenti per le sue posizioni pubbliche sul conflitto in Medio Oriente.

Molti utenti hanno interpretato le scelte registi che come un modo per ridurre la visibilità del cantante: “Ghali Schroedinger: c’era e non c’era. Non gli hanno fatto nemmeno un primo piano”, ha scritto un utente.

Un altro ha aggiunto: “Mai inquadrato da vicino, e in completo playback… li ha fatti cag… sotto”.

Alcuni hanno anche sottolineato l’uso del playback, ipotizzando che servisse a evitare eventuali interventi spontanei dell’artista: “In playback per non far vedere nemmeno una spilla della Palestina”.

Molti commentatori hanno definito la gestione dell’esibizione “imbarazzante” e hanno parlato di un clima poco aperto al dissenso: “Più che in un Paese di armonia, viviamo in un Paese fatto di censura”.

La lettera di Ghali

Nei giorni precedenti, Ghali aveva pubblicato una lunga lettera denunciando limitazioni alla sua partecipazione, tra cui l’esclusione dall’esecuzione dell’inno italiano, e l’impossibilità di recitare la poesia di Gianni Rodari “Promemoria” in lingua araba. Le sue posizioni sul conflitto in Medio Oriente avevano suscitato critiche politiche, accendendo il dibattito sul ruolo degli artisti in eventi istituzionali di portata internazionale.

In conferenza stampa, Andrea Varnier, amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina 2026, ha difeso, invece, la regia: “Il segmento di Ghali era una coreografia poetica con ragazzi che danzavano formando una colonna olimpica. L’idea era mostrare l’insieme piuttosto che il singolo. Ho trovato il segmento molto poetico e importante per la cerimonia”.

Ghali, però, è tornato sui social con un post chiarissimo: “Pace? Armonia? Umanità? Non ho sentito niente di tutto questo ieri sera, ma l’ho sentito attraverso i vostri messaggi”. Il rapper ha ricordato che non è mai stato nominato dai commentatori né inquadrato da vicino durante la lettura della poesia, invitando i follower a rispondere all’odio con responsabilità e citando il verso finale della poesia di Rodari: “Ci sono cose da non fare mai”.

Dal fronte politico, Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Ev, ha parlato di un episodio grave: “La Rai ha di fatto censurato Ghali, oscurandolo nella narrazione televisiva. Un fatto incompatibile con il ruolo del servizio pubblico”. Secondo Bonelli, la gestione dell’evento rifletterebbe politiche aziendali che privilegiano l’obbedienza e non il merito, compromettendo la credibilità della televisione pubblica sotto il governo Meloni.

La stroncatura di Usigrai

Dopo le critiche piovute sui social è arrivato anche il comunicato di USIGRai che ha parlato di “figuraccia” e di “iniziativa fallimentare”. In un comunicato l’Unione Sindacale Giornalisti Rai ha rimarcato il malcontento manifestato dagli spettatori nel corso della diretta della cerimonia: “Paolo Petrecca (direttore di Rai Sport) e vertici aziendali responsabili della figuraccia Rai alla cerimonia di apertura dei Giochi“.

Poi le parole su Petrecca, che si sarebbe auto assegnato un incarico per il quale poi si è rivelato inadatto. “Autoassegnarsi un incarico e poi rivelarsi completamente inadatti a portarlo a termine è solo l’ultima fallimentare iniziativa di un Direttore sfiduciato dalla sua precedente Testata e, nonostante questo, premiato dalla Rai in vista dell’importantissimo appuntamento olimpico affidandogli la guida di RaiSport – dove è stato sfiduciato altre due volte“. Nel comunicato, poi, si esprime la convinzione di una “bruciante sconfitta” per l’immagine della Rai e di chi ci lavora.

La gaffe: “Benvenuti allo stadio Olimpico”

Benvenuti allo stadio Olimpico“. E’ bastato, in realtà, questo esordio del direttore-commentatore della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Petrecca per scatenare i social. Lo stadio era quello di San Siro, olimpionico per l’occasione. Una gaffe perdonata, il silenzio su Ghali no.