La sfida lanciata alle forze dell’ordine e alla pubblica sicurezza si è conclusa in un vicolo cieco sul lungomare di Ostia, dove un giovane cittadino marocchino, classe 1998, è stato fermato con l’accusa di essere l’autore di una violenta sequenza di rapine che, negli ultimi giorni, ha paralizzato il settore alberghiero tra il centro storico di Roma e il litorale.
Sei blitz tra rapine e tentati colpi negli alberghi tra il centro di Roma e il Lungomare: Polizia e Carabinieri chiudono il cerchio sul malvivente del “video virale”. Viveva a Ostia
L’indagine, che ha visto collaborare in stretta sinergia i poliziotti del Commissariato Viminale e i Carabinieri della Stazione Roma Quirinale, è partita da un fotogramma agghiacciante: un video, divenuto tristemente virale sui social, in cui si vede l’uomo puntare con freddezza una pistola alla testa di un addetto alla reception. Quella che sembrava una singola aggressione era in realtà solo la punta dell’iceberg di una strategia criminale seriale che contava già sei episodi accertati.
L’inizio dell’incubo: dal Jolly di Via Nazionale ai colpi nel centro
La scia di violenza è iniziata ufficialmente nel primo pomeriggio del 31 gennaio 2026. L’obiettivo scelto è stato il prestigioso Hotel Jolly di Via Nazionale, dove il malvivente, con il volto travisato e armato di pistola, ha fatto irruzione terrorizzando personale e clienti per farsi consegnare l’incasso. Dopo questo primo successo criminale, la sua attività si è fatta frenetica, quasi compulsiva.
Pochi giorni dopo, intorno alla mezzanotte del 3 febbraio, l’uomo ha tentato un colpo all’Hotel Patria in via Torino, fuggendo però a mani vuote. Nonostante l’insuccesso, la sua brama non si è placata: lo stesso pomeriggio ha colpito nuovamente in via Nazionale presso l’Hotel St. Moritz per poi spostarsi rapidamente in via Savoia, prendendo di mira l’hotel MF Room. Un copione ripetitivo che mostrava un soggetto estremamente mobile e determinato, già noto per precedenti furti e possesso di armi bianche nella zona calda della Stazione Termini.
La fuga verso il mare e il colpo finale a Ostia
La spavalderia del rapinatore lo ha portato a proseguire la sua missione oltre le mura della Capitale. Dopo un ulteriore assalto consumato a mezzanotte del 5 febbraio presso l’Hotel Roma Viminale in via Venezia, il giovane si è spostato sul litorale. È qui che ha messo a segno l’ultimo degli episodi contestati: la rapina aggravata presso l’Hotel Sirenetta, sul lungomare di Ostia.
Questo spostamento tattico ha però segnato la sua fine. Gli investigatori, analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza e incrociando i dati sul transito dei sospetti, avevano già stretto il cerchio attorno a una camera d’appoggio situata proprio a Ostia Lido. La polizia stava già seguendo una traccia digitale inequivocabile: un profilo social dove il giovane, con una spavalderia tipica dei criminali dell’era digitale, aveva postato come foto copertina un’immagine che lo ritraeva con il volto coperto, occhiali da sole e la stessa pistola utilizzata nei colpi.
Il fermo e la perquisizione nel covo sul litorale romano
L’intervento decisivo è scattato in queste ore a Ostia. Quando i poliziotti e i militari hanno fatto irruzione nel covo del ventisettenne, non sono rimasti più dubbi sulla sua identità . All’interno della stanza sono stati rinvenuti gli abiti identici a quelli visibili nei filmati di videosorveglianza, il passamontagna utilizzato per i travisamenti e la pistola, l’arma che ha seminato il panico tra i receptionist di mezza città .
Il giovane è stato immediatamente sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria per rapina aggravata continuata. La sua cattura mette fine a una settimana di tensione altissima per i lavoratori del settore turistico, restituendo un senso di giustizia a chi ha vissuto quei secondi infiniti con una canna d’acciaio puntata contro. Attualmente l’uomo si trova in stato di detenzione, mentre proseguono gli accertamenti per verificare se possa essere coinvolto in altri episodi simili non ancora denunciati.
















