E’ stato il primo ufficio dei telefoni pubblici di Ostia. Il palazzo della Teti, una delle prime società telefoniche italiane, cambia di mano: la proprietà, che oggi ospita i ripetitori della Telecom, l’ha messo in vendita. Il destino sarà quello di ospitare un’attività commerciale.
La proprietà del palazzo Teti, prima sede dei telefoni pubblici e dei centralini intercontinentali di Ostia, l’ha messo in vendita. Il racconto di Silvano Gamboni che ci ha lavorato
L’annuncio è comparso sui principali portali immobiliari. “L’immobile risale ai primi decenni del secolo scorso, costruito secondo lo stile architettonico dell’epoca e si trova in una delle zone più prestigiose e commerciali di Ostia– specifica l’annuncio – Attualmente è utilizzato da primaria società di telecomunicazioni”. Il palazzo della ex Teti si trova in via Claudio ed è articolato su tre piani fuori terra oltre ad un piano copertura ed un interrato. La superficie complessiva è di 1300 metri quadrati. Il prezzo di vendita è di 1,530 milioni.

Sotto il profilo architettonico il palazzo della Teti non rappresenta un’eccellenza in un centro storico nel quale molti edifici portano firme famose dell’epoca come Luigi Moretti, Mario Marchi, Vincenzo Fasolo, Angiolo Mazzoni e Giulio Magni. Eppure l’edificio presenta originalità significative, soprattutto negli interni. Esternamente il corpo di fabbrica presenta una struttura portante in cemento armato e muratura con un ampio terrazzo al primo piano. Le facciate esterne sono caratterizzate da un disegno semplice con intonaco ed aperture a intervalli regolari, ad esclusione del piano terra in puro stile razionalista, classico del ventennio, che presenta un rivestimento esterno in lastre di travertino.

La destinazione urbanistica dell’edificio è commerciale. Ne deriva che essenzialmente l’acquirente vi potrà ospitare un ristorante, un albergo o negozi di vario genere.
Il racconto di Silvano Gamboni
Silvano Gamboni, classe 1940, nato e vissuto a Ostia, in quell’edificio ci ha lavorato. Agli inizi degli anni Cinquanta, quando era poco più di un ragazzino, veniva utilizzato come fattorino per la consegna degli avvisi. “A quell’epoca – racconta Silvano, protagonista del libro Ostia ieri e oggi sui pionieri del Lido – nel quartiere i telefoni si contavano ancora in poche decine. Quindi il centralino telefonico della Teti era anche il luogo dove arrivavano i messaggi da consegnare ai destinatari non raggiungibili con il telefono. Io consegnavo quelli che chiamavamo avvisi, in realtà dei telegrammi gestiti dalla compagnia telefonica e non dalle poste”.
“Gli interni del palazzo della Teti erano splendidi – ricorda Gamboni – Dopo una prima scalinata esterna, si accedeva a una seconda scalinata interna. Al pianerottolo la pavimentazione era tutta azzurra e alle pareti marmi dello stesso colore: a destra c’era una rampa che portava ai piani superiori, di fronte il desk con le cabine telefoniche. Ricordo che ci lavoravano due sorelle, Pina e Mariuccia. Al primo piano c’era la centralina con un operaio fisso che ne controllava il funzionamento. Al secondo piano, infine, c’era l’alloggio del direttore che all’epoca si chiamava di cognome Berni”.
L’interno del palazzo Teti ha fatto anche da set per alcune scene del film del 1961, “Bellezze sulla spiaggia” con Mario Carotenuto, Walter Chiari, Sandra Mondaini, Valeria Fabrizi, Bice Valori, Carlo Delle Piane. A firmare la regia, Romolo Girolami (pseudonimo di Marino Girolami).


















