La sicurezza dei comuni di Albano Laziale, Ariccia e Marino, torna a respirare dopo una serrata attività investigativa, che ha portato dietro le sbarre un uomo ritenuto responsabile di una serie di rapine violente. Colpi armati di pistola e coltello, messi in atto a partire dal mese di dicembre 2024, che stavano terrorizzando i commercianti.
Nelle immagini cristallizzate delle rapine appariva sempre lo stesso pericoloso criminale armato: la cattura grazie al tracciamento GPS
Sono stati i Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo a dare ufficialmente esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Sezione Riesame Misure Cautelari del Tribunale di Roma.
Il destinatario del provvedimento, è risultato un uomo di 42 anni, originario proprio dell’area dei Castelli Romani, e accusato del reato di rapina aggravata. L’operazione rappresenta il culmine di un lavoro d’indagine, che ha permesso di collegare diversi episodi criminali avvenuti con modalità simili in un arco temporale ristretto nel territorio, messo a dura prova dall’audacia dell’indagato.
La ricostruzione della scia criminale di dicembre
Il solido quadro indiziario raccolto dai militari dell’Arma ha permesso di fare luce su tre specifici episodi di rapina avvenuti sempre durante le ore serali. Secondo quanto emerso dagli atti, l’uomo avrebbe colpito i commercianti con una cadenza quasi settimanale.
Il raggio d’azione dell’indagato comprendeva supermercati e farmacie situati strategicamente tra i centri urbani di Albano Laziale, Ariccia e Marino: esercizi commerciali scelti come bersagli per colpi serali, nei momenti cioè in cui l’incasso giornaliero raggiungeva le cifre più consistenti prima della chiusura definitiva delle saracinesche.
Il modus operandi tra minacce e armi bianche
Le modalità d’azione descritte nelle testimonianze e nei rapporti investigativi delineano un profilo criminale determinato e pericoloso. L’indagato si presentava davanti ai titolari e ai dipendenti degli esercizi presi di mira agendo con il volto travisato per evitare il riconoscimento immediato.
Per piegare la resistenza delle vittime e farsi consegnare il denaro, l’uomo non esitava a utilizzare armi, venendo segnalato a seconda dei casi con una pistola o con un coltello. Così, sotto la costante minaccia delle armi, i responsabili dei negozi venivano costretti a svuotare le casse, permettendo al rapinatore di dileguarsi rapidamente subito dopo aver ottenuto il bottino, svanendo nel buio delle strade dei Castelli.
Le tecnologie al servizio delle indagini
Il successo dell’attività investigativa è scaturito dall’integrazione tra i metodi tradizionali di indagine e le più moderne tecnologie di sorveglianza. I Carabinieri hanno setacciato ore di filmati provenienti dai sistemi di videosorveglianza sia pubblici che privati, incrociando i dati visivi con le descrizioni fornite dai testimoni oculari.
Un elemento decisivo per la chiusura del cerchio poi, è stato l’utilizzo dei flussi di tracciamento satellitare GPS, che hanno permesso di ricostruire con precisione i movimenti del sospettato e i suoi spostamenti in corrispondenza degli orari delle rapine. Prove tecnologiche che, unite alle individuazioni fotografiche effettuate, hanno fornito al Tribunale di Roma gli elementi necessari per confermare la gravità della condotta e la necessità della misura detentiva massima.
La custodia cautelare
La decisione della Sezione Riesame del Tribunale di Roma è stat dunque quella di disporre la custodia in carcere, che ha sottolineato la pericolosità sociale del soggetto e la necessità di prevenire la reiterazione di simili reati.
L’intervento coordinato dalla Compagnia di Castel Gandolfo ha interrotto una sequenza che rischiava di proseguire ulteriormente, colpendo altri commercianti locali. Ora l’uomo dovrà rispondere davanti alla giustizia delle accuse di rapina aggravata, mentre i dettagli raccolti dagli investigatori rimangono a disposizione dell’autorità giudiziaria per il prosieguo dell’iter processuale.
















