Il ritorno di Francesco Totti all’AS Roma prende forma, Ranieri conferma: “I Friedkin ci stanno pensando sul serio”

Dopo anni lontano da Trigoria, Totti potrebbe tornare nell'organigramma dell'As Roma, con un ruolo operativo, riportando esperienza e passione nella società giallorossa

Francesco Totti

“I Friedkin ci stanno seriamente pensando, Francesco può essere ancora molto utile per la Roma. Con queste parole nette, intriganti e inequivocabili, Claudio Ranieri, ex allenatore della prima squadra e attuale senior advisor della proprietà statunitense di stanza a Trigoria, ha riacceso le speranze dei tifosi romanisti in un’intervista che fa sognare i tantissimi supporters della squadra con la lupa sopra al petto: il clamoroso e sempre attesissimo ritorno di Totti all’AS Roma sembra finalmente prendere forma, una volta per tutte, davvero.

Dopo anni lontano da Trigoria, Totti potrebbe tornare nell’organigramma dell’As Roma, con un ruolo operativo, riportando esperienza e passione nella società giallorossa

Dopo venticinque anni da calciatore e due da dirigente, “il Capitano” e numero 10 più iconico della storia del club giallorosso, potrebbe vivere una terza avventura nella sua squadra del cuore di sempre.

L’esperienza precedente di Totti come dirigente, tra il 2017 e il 2019, era stata molto complessa.

Il suo ruolo, a quei tempi, era stato pensato per fungere da mediatore e collante fondamentale tra società e spogliatoio ma é risultato poi essere poco definito, generando frustrazione profonda tra Totti stesso e la dirigenza dell’epoca, causando frizioni e incomprensioni fino alla rottura totale dei rapporti tra Totti e la società.

La conferenza stampa del giugno 2019 sancì la fine di quell’incarico, con parole in cui il numero dieci giallorosso spiegava, molto amareggiato, di non aver mai avuto reale possibilità di incidere sulle scelte tecniche.

Ora la situazione sembra essere molto diversa e la proprietà “yankee” dei Friedkin vuole valorizzare al massimo l’enorme esperienza di Totti, evitando gli errori del passato.

Il rientro del “Pupone”, in questa circostanza, prevede – anzi, sembrerebbe prevedere, il condizionale, dopo tante illusioni, é quanto mai d’obbligo – un suo rientro di stanza al “Fulvio Bernardini” di Trigoria in virtù di un incarico chiaro, operativo e strategico, con responsabilità reali nella gestione dei rapporti tra squadra e società, partecipazione alle decisioni tecniche e visione completa dell’area sportiva e nel rapporto con i calciatori, che in lui vedono ancora un “mostro sacro” dal carisma incomparabile.

Pertanto, nelle intenzioni, questa volta Francesco Totti non sarà solo un simbolo, per quanto sempre sportivamente apprezzato e venerato dalla metà giallorossa della Città Eterna: se ritorno sarà, il “Bimbo de Oro” questa volta metterà a disposizione la sua conoscenza, la capacità tattica e l’esperienza accumulata in anni di calcio di altissimo livello, tra campo e dirigenza, in modo fattivo.

“Sir” Claudio Ranieri, tra i più stimati e influenti dirigenti della Roma attuale, ha spiegato che la proprietà americana sta definendo tutti i dettagli, per garantire che Totti possa stavolta avere un ruolo concreto, riconoscibile, rispettato e pienamente operativo.

L’obiettivo è consentire alla bandiera giallorossa più stimata e riconoscibile di tutti i tempi, di contribuire in modo tangibile alla crescita della società a tutti i livelli, portando una competenza, una passione e  un senso d’appartenenza che mai nessuno, come lui, può rappresentare nel mondo.

Per i tifosi, la possibilità di vedere Totti tornare all’AS Roma con un incarico operativo rappresenta un sogno enorme che potrebbe finalmente diventare realtà.

L’ex attaccante, campione del Mondo e capitano romanista sarà, se questo sogno si realizzerà, un uomo cardine dei Friedkin, un punto di riferimento chiave per allenatore, direttore sportivo e proprietà, questi sono i concetti base del nuovo incarico, come spiegato da Ranieri a Sky Sport.

Il ritorno di Totti promette di rafforzare il legame con i tifosi e valorizzare il patrimonio umano della società, rendendo il club più coeso e competitivo, chiarendo poi a livello di incarico societario, ovvero in ambito strettamente dirigenziale, come verrà descritto questo suo nuovo incarico all’interno dell’organigramma.