Daniele Si Nasce, alias di Daniele Quartapelle, 58 anni, vincitore per la seconda volta di Tali e Quali Show, il festival delle imitazioni canore condotto su Rai 1 da Carlo Conti, metà romano e metà lidense, racconta il suo ultimo successo nel tripudio degli applausi e di una vena artistica inesauribile.
Daniele Si Nasce si racconta dopo l’ultimo successo e parla anche del suo sconfinato amore per il Lido di Roma
Una voce identica a quella di Renato Zero, un repertorio melodico fatto di testi memorabili da “I Migliori Anni della nostra vita” a “Più sù”, i due brani con cui Daniele, romano della Garbatella ma con Ostia nel cuore, ha vinto, rispettivamente, le edizioni del 2022 e, poche settimane fa, quella del 2026.
“Ostia -dice Daniele a canaledieci.it– l’ho bazzicata molto per motivi di lavoro, sono stato anche ospite di Canale 10 e mi piace far coincidere la mia età con gli anni della mia carriera musicale iniziata alla fine degli Anni Novanta”.
Tanti gli amici che lo accompagnato in questo lungo percorso. Tra loro anche Gianfranco Butinar, conduttore radiofonico, imitatore e comico italiano, voce mai tramontata di Radio Radio, fino a quando è scomparso per un malore improvviso a 51 anni nel giugno dello scorso anno”.
“Mi sono diplomato a 23 anni all’Academia del canto con Nando Citarella e poi ho iniziato a muovere i miei primi passi nell’universo canoro della capitale portando le bellissime canzoni di Renato Zero in tutto il mondo. Canada, Brasile, Stati Uniti, Inghilterra. Tutti Paesi in cui la canzone melodica italiana è accolta piacevolmente”.
A far data dal suo esordio Daniele Quartapelle ha compiuto il suo 27mo anno. E non è solo un gioco scaramantico, questo modo molto particolare di mettersi alle spalle gli anni della propria vita, ma una vera e propria filosofia esistenziale.
“In tanti mi dicevano ‘vabbè dai fallo per hobby, no?’. Con le emozioni non si gioca. Non si può. Con i sentimenti non si gioca. Non si sta con una persona per hobby. L’amicizia non è un hobby. Cantare per le persone non è un hobby”.
L’alter ego del principe dei sorcini, con questo successo, suggella un autentico Oscar alla carriera. Tanti anni trascorsi insieme alla cantautrice italiana Mariella Nava. “Perché anche se non sono in molti a saperlo la tradizione trasfusasi dalla lirica nelle produzioni più belle degli ultimi decenni del Novecento ha pochi uguali nel mondo”.
Il tramonto della musica melodica italiana
Così, quando nell’ultima giornata del programma andato in onda sulla Tv di Stato, Daniele ha cantato la strofa che recita “E poi più in alto e ancora sù fino a sfiorare Dio” i giudici non hanno avuto esitazioni a tributargli la palma del più bravo.
Rispetto ai Millennial e alla generazione Z anche chi canta ed è nato all’epoca del miracolo economico italiano non sfugge alla triste legge del tramonto dei boomer.
“Duole dirlo -conclude Daniele Si Nasce- ma la musica italiana va via scomparendo insieme ai suoi big, Renato Zero, Baglioni, Vasco Rossi e chi più ne ha più ne metta, adesso trionfa la legge del rap che sta cancellando il valore della tradizione”.
















