Intervento a scoppio ritardato per prevenire nuove cadute pini. Il Comune chiude via dei Fori Imperiali dopo che, in poche settimane, tre piante ad alto fusto hanno ceduto schiantandosi improvvisamente al suolo e mettendo a grave rischio l’incolumità di turisti e passanti a poca distanza l’uno dall’altro.
Il Comune chiude via dei Fori Imperiali e, dopo il terzo episodio consecutivo, partono le verifiche sulla tenuta statica dei pini al centro di Roma
A oggi, domenica 1° febbraio, risale l’episodio in cui si è andati più vicini a un tragico epilogo quando, intorno alle 13.30, un albero dal grande ombrello, con le sue centinaia di tonnellate di peso, è venuto giù in una Roma accarezzata da un sole primaverile e piena di persone ferendo per fortuna lievemente tre persone.
A fare le spese dell’incuria in cui versa una zona che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città nel mondo una 17enne di nazionalità italiana trasferita al pronto soccorso del Sant’Eugenio in codice rosso “per dinamica” e poi ridotto a giallo in fase di triage e due uomini stranieri di 34 e 42 anni rispettivamente al Santo Spirito, al San Giovanni e al Policlinico Umberto I. Entrambi classificati come codici gialli.
In serata la comunicazione che, a seguito della caduta del pino avvenuta all’altezza via di San Pietro in Carcere, è stato deciso di imporre il divieto di transito assoluto per mezzi di trasporto e pedoni di via dei Fori Imperiali, nel tratto compreso tra Largo Corrado Ricci a Piazza Venezia.
Scopo del provvedimento consentire le operazioni di verifica da parte degli organi competenti sulle alberature presenti nell’area.
Predisposti i servizi di chiusura e gestione della circolazione da parte della Polizia Locale di Roma Capitale.
Ma l’impressione è un po’ quella di quando si cerca di chiudere la stalla una volta che i buoi sono fuggiti.
Il monitoraggio e le dichiarazioni dell’assessora Alfonsi
Il dato che più allarma è quello della sicurezza preventiva.
L’esemplare caduto oggi, fanno sapere dal Campidoglio, è un gigante di circa 120 anni dalla chioma rigogliosa ed era stato monitorato a settembre 2025.
I tecnici lo avevano inserito nella “Classe B”, che indica una propensione al cedimento moderata e non critica.
“L’albero sarebbe dovuto tornare sotto esame tra poche settimane, proprio a causa della recente caduta di altri due pini nella stessa area avvenuta a inizio gennaio“.
Nonostante il sole e l’assenza di vento al momento del crollo, gli esperti agronomi avrebbero individuato nel terreno il principale colpevole.
A loro giudizio le piogge incessanti dall’inizio dell’anno avrebbero trasformato il sottosuolo in una morsa di fango: il terreno “fradicio” non sarebbe più riuscito a trattenere le radici sotto il peso della parte più alta della pianta monumentale.
Tuttavia, un esame più approfondito ha rivelato un problema strutturale cronico: le radici principali sarebbero state parzialmente compromesse da vecchi interventi edilizi per la posa di solette in cemento armato.
Verso un drastico “Piano Sostituzione”
“Questo crollo è motivo di grande preoccupazione“, ha ammesso Sabrina Alfonsi, Assessora all’Ambiente di Roma Capitale. “Significa che, per i pini più anziani, anche i controlli positivi lasciano margini di rischio“.
L’amministrazione capitolina sembrerebbe pronta a una svolta drastica.
Il Comune avvierà domani un focus con esperti e tecnici per discutere la sostituzione delle alberature più vetuste nelle aree affollate.
L’obiettivo è rimpiazzare i giganti fragili con esemplari giovani, meno vulnerabili allo stress urbano e ai mutamenti climatici, per evitare che la prossima passeggiata archeologica si trasformi in tragedia.
Rinviata la riapertura del Belvedere Cederna
Intanto, a causa delle misure restrittive di viabilità sull’arteria che collega piazza Venezia al Colosseo la prevista riapertura del Belvedere intitolato ad Antonio Cederna è stata rinviata a data da destinarsi.
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