La tramvia Termini-Tor Vergata entra ufficialmente nella fase più concreta e importante, ovvero quella operativa. Dopo i recenti passaggi amministrativi e le valutazioni tecniche condotte dagli uffici competenti, il Campidoglio ha definito una strategia di realizzazione articolata in due tratte funzionali, finalizzata a garantire tempi certi, cantieri progressivi e una maggiore sostenibilità dell’intervento.
La nuova tramvia sarà realizzata in varie fasi: prima la riqualificazione della linea centrale, poi l’estensione verso Tor Vergata
La decisione arriva a seguito delle varianti progettuali approvate, che hanno comportato un aumento della complessità tecnica dell’opera.
In particolare, alcuni interventi infrastrutturali lungo il tracciato, necessari per garantire la continuità della nuova linea, hanno reso impraticabile l’ipotesi originaria di avviare i lavori partendo dalla tratta esterna mantenendo in esercizio la linea storica.
È stata quindi confermata la chiusura della tratta Termini–Centocelle, prevista entro l’inizio dell’estate 2026 con la possibilità di una limitata proroga tecnica.
A seguire, prenderanno avvio i lavori di riqualificazione integrale dell’infrastruttura esistente, passaggio indispensabile per l’adeguamento agli standard della nuova tramvia.
Il progetto complessivo sarà suddiviso in due fasi operative distinte:
La prima tratta, da Termini/Gioberti a Giardinetti, comprende anche il prolungamento dalle Laziali ed è considerata cantierabile nel breve periodo. Secondo le stime ufficiali, questa sezione potrà essere completata in circa due anni, consentendo una prima messa in esercizio del nuovo collegamento.
La seconda tratta, da Giardinetti a Tor Vergata, richiederà invece tempi più estesi. In questo segmento sarà necessario procedere preliminarmente alla mappatura e allo spostamento dei sottoservizi, operazione propedeutica alla costruzione della sede della tramvia, già sperimentata su altri grandi assi del trasporto pubblico romano.
La scelta di procedere per lotti funzionali risponde a una precisa impostazione amministrativa: ridurre i rischi di rallentamenti, contenere gli impatti dei cantieri e consentire una progressiva attivazione del servizio.
L’intervento è considerato strategico per il rafforzamento del trasporto pubblico su ferro e per il miglioramento dei collegamenti tra il centro cittadino, i quartieri orientali e il polo universitario di Tor Vergata.
Nel corso di incontri pubblici e istituzionali, l’assessore alla Mobilità Eugenio Patané ha ribadito l’indirizzo dell’amministrazione capitolina: “La suddivisione in tratte funzionali è una scelta tecnica e amministrativa necessaria per garantire l’avvio concreto dei lavori e La tratta verso Tor Vergata richiede interventi preliminari complessi, in particolare sui sottoservizi, che non possono essere compressi nei tempi.”

















