Le telecamere del TGR Lazio erano accese, puntate verso l’area degli ex mercati generali per raccontare un piano di riqualificazione urbana atteso da decenni, quando la cronaca, quella vera, ha deciso di irrompere nell’inquadratura con la violenza di un apparente dramma umano inatteso. Sul ponte Spizzichino, mentre la giornalista Rai snocciolava i dettagli dello sgombero, un uomo ha scavalcato con un gesto fulmineo il parapetto per gettarsi.
Il tentato suicidio durante la diretta TV Rai nel telegiornale regionale era una fuga: l’intervento fulmineo degli agenti sul ponte ha sventato l’evasione
Non c’era finzione, solo il vuoto sotto i piedi di un disperato che con un urlo, ha trasformato un servizio giornalistico in una lotta per la vita tra i piloni d’acciaio del famoso ponte romano.
Il blitz che ha bloccato l’uomo a un passo dal precipizio
Sembrava un dramma che stava per consumarsi in una manciata di secondi e invece secondo le ricostruzioni dello SPE l‘uomo che ha iniziato a gridare frasi sconnesse e in palese stato di alterazione psichica, era disposto a gettarsi nel fiume pure di fuggire ai controlli, quando è scattata la risposta operativa del Gruppo del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale.
Gli agenti, impegnati nel presidio dell’area proprio per le operazioni di sgombero, non hanno perso un secondo a bloccarlo, riuscendo a cingerlo e a riportarlo con la forza all’interno della carreggiata stradale. Un intervento millimetrico che ha evitato che il telegiornale regionale diventasse testimone involontario di una fuga che poteva trasformarsi in dramma.
Il degrado degli ex Mercati Generali e l’esercito degli invisibili
L’episodio non può essere slegato dal contesto in cui è avvenuto. L’area degli ex Mercati Generali di via Ostiense è da anni una ferita aperta nel tessuto urbano di Roma, un quadrante che ha visto susseguirsi promesse di rilancio e occupazioni abusive.
E questa mattina, era proprio in corso un servizio straordinario di riqualificazione, mirato a bonificare quegli spazi troppo spesso rifugio per quella che i sindacati definiscono “la massa degli invisibili”.
Il 38enne afghano tratto in salvo, farebbe parte di quella popolazione che vive ai margini dei grandi cantieri romani, spesso affetta da traumi profondi e disagi psichiatrici che esplodono in gesti disperati.
La voce del sindacato: una missione trasformata in un blitz salvavita
Marco Milani, segretario romano del Sulpl (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale), ha espresso un plauso immediato ai colleghi dello SPE, cogliendo l’occasione per sottolineare la mutazione del ruolo della Polizia Locale.
Secondo Milani, il contrasto a criminalità diffusa, degrado e problemi psichiatrici nelle periferie ha trasformato i “vigili” nella forza di polizia prevalente sul territorio metropolitano.
Per questo il sindacato è tronato a chiedere a gran voce che Governo e Campidoglio riconoscano questa nuova realtà , garantendo agli agenti strumenti tattici, formazione specifica e organici potenziati per far fronte a situazioni di rischio vita che, come dimostrato oggi, possono verificarsi in qualsiasi momento e sotto la luce dei riflettori.
Assistenza e identificazione post-emergenza
Dopo il fermo, l’uomo è stato messo in sicurezza e affidato alle cure del personale sanitario giunto sul posto. Attualmente sono in corso le procedure di identificazione formale e il 38enne è stato trasferito in una struttura ospedaliera per accertamenti sul suo stato mentale.
Ponte Spizzichino, la Polizia Locale conferma: “Non si è trattato di un tentato suicidio”
Il Comando Generale della Polizia Locale di Roma Capitale ha ufficialmente smentito l’ipotesi di un tentativo di suicidio sul Ponte Settimia Spizzichino. Durante un servizio giornalistico con l’Assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia, gli agenti dell’Unità SPE sono intervenuti per fermare un 38enne afghano privo di documenti.
L’uomo, aveva dunque scavalcato un parapetto nel tentativo di sottrarsi al controllo e darsi alla fuga e l’azione non era volta a scongiurare un gesto estremo, ma a neutralizzare un tentativo di evasione.
















