Femminicidio di Anguillara. Aveva cenato insieme ai genitori la sera dell’8 gennaio, poche ore prima che il padre Claudio Carlomagno massacrasse la mamma con 23 coltellate e tentasse di nasconderne il cadavere in una cava di inerti nell’azienda di famiglia. Ed è toccato a Stefania, sorella della vittima, Federica Torzullo, spiegare al nipotino perché non l’avrebbe mai più rivista.
Femminicidio di Anguillara, alla sorella della vittima è toccato trovare le parole per spiegare al nipotino l’inenarrabile
“Gli ho detto che non c’era più che l’avevano trovata sottoterra dove lavora il papà e che i carabinieri lo stavano interrogando perché era stato l’ultimo che l’aveva vista”, ha spiegato la zia raccontando quei terribili momenti durante i quali ha dovuto dire al nipote, dieci anni appena, cosa fosse accaduto.
Ancora più disarmante la reazione innocente e spontanea del nipotino che “non ci ha creduto e ha detto che non poteva essere stato il papà e ha domandato se avrebbe potuto rivedere il padre nel caso in cui fosse finito in prigione, gli ha tolto la sua vita di bambino”.
Il recupero dei giocattoli autorizzato dalla procura
I carabinieri sono entrati nel villino di via Costantino 9 per recuperare i giochi del piccolo. Un accesso autorizzato dal procuratore della Repubblia di Civitavecchia, Alberto Liguori, sulla base di una lista predisposta dai nonni materni che comprendeva la consolle della Playstation, il monopattino, libri, canne da pesca, e scarpe.
Fotogrammi di una tragedia senza fine. Pasquale Carlomagno e Maria Missenio, genitori dell’assassino reo confesso, si sono infatti suicidati impiccandosi nel garage della loro abitazione non lontana da quella del massacro. L’autopsia ha evidenziato che entrambi sono deceduti per asfissia.
La coppia è stata travolta dalla disperazione per il delitto commesso dal figlio e sono, tra l’altro, rimasti schiacciati dal turbinio di commenti postati sul web e alimentati da una campagna di odio sociale su cui la procura ha aperto un fascicolo per il delitto di istigazione al suicidio.
Le indagini dei carabinieri
Le motivazioni di un gesto estremo che ha amplificato ulteriormente l’impatto di questa tragedia familiare sul nipotino, affidato al sindaco di Anguillara e ai nonni materni, sono contenute in una lettera inviata al secondogenito, Davide, che ha chiesto riservatezza e silenzio agli organi di informazione tramite i suoli legali.
Ieri, i militari del nucleo investigativo di Ostia e del Reparto Investigazioni Scientifiche dell’Arma, hanno effettuato un nuovo sopralluogo nella villetta della morte per una serie di accertamenti irripetibili che sono stati estesi alla scatola nera del veicolo su cui l’omicida ha trasportato il cadavere della moglie nel terreno dove ha tentato di farlo sparire facendone ulteriore scempio.
Lo scopo è di ricostruire la tempistica e i movimenti del veicolo per capire se Carlomagno abbia fatto tutto da solo oppure se sia stato aiutato da qualcuno a far sparire il corpo di Federica.
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