A Cinecittà Est, l’innovazione sociale non aspetta i tempi della burocrazia. In queste ore è rimbalzata con forza la notizia della volontà del Comune di Roma di stanziare fondi per il progetto sperimentale del “badante di condominio”. Sebbene l’iter istituzionale sia ancora in una fase embrionale e le tempistiche di effettivo supporto economico rimangano incerte, la comunità locale ha deciso di non restare a guardare e gioca d’anticipo con una figura di fiducia.
Mentre il Comune di Roma studia il progetto sperimentale del “Badante di Condominio”, il gruppo di quartiere gioca d’anticipo con una figura di fiducia
“La longevità, traguardo prezioso della nostra epoca, porta con sé la necessità di ripensare il supporto quotidiano per chi, pur essendo autonomo, inizia a risentire del peso delle piccole incombenze. L’obiettivo chiaro è di trasformare il quartiere in un ecosistema solidale dove nessuno venga lasciato indietro” – spiega il gruppo social del Quartiere, nato durante il Covid, e promotore dell’iniziativa che riprende e anticipa l’idea del Comune di Roma e brucia le tappe di ogni iter burocratico.
Oltre l’istituzione: l’urgenza di una rete autonoma
Così il gruppo “Sei di Cinecittà Est se” ha colto un’esigenza latente ma profonda. Al di là dell’aiuto pubblico, spesso frammentato o lento, i condomini del quartiere necessitano di risposte immediate.
Gestire le bollette, affrontare la giungla della burocrazia digitale, o semplicemente avere qualcuno di fidato che accompagni un anziano a fare la spesa senza che questo pesi interamente sulle spalle dei familiari – spesso impegnati con il lavoro – è diventata una priorità.
Necessità riunite nell’unico concetto di “badante di condominio”, che di fatto nasce proprio per colmare questo vuoto, garantendo un servizio di prossimità che riduca lo stress dei caregiver familiari e restituisca dignità e sicurezza ai più fragili, proprio sotto casa loro.
La selezione e la fiducia: l’esperienza di Paolo De Donato
“Il vero scoglio di ogni iniziativa sociale privata è la selezione del personale: affidare le chiavi della propria vita o la cura dei propri cari richiede una fiducia assoluta. Per questo motivo – spiegano -, questo progetto pilota che è nato nel quartiere, si poggia su una figura che è già parte integrante del tessuto sociale del quartiere.
Si tratta di Paolo De Donato. “Non è una candidatura qualunque – prosegue il gruppo social -. Paolo è infatti un pensionato della Polizia di Stato, un uomo che ha dedicato la propria carriera professionale alla tutela dei cittadini e della legalità. Presentarlo alla comunità significa offrire non solo un collaboratore, ma una “persona rara” che unisce la competenza pratica all’integrità morale. La sua storia parla per lui, garantendo quella tranquillità che è il presupposto fondamentale per far entrare qualcuno nella sfera privata di un nucleo familiare”.
Un supporto concreto per la vita quotidiana
Il contributo che Paolo offre in proprio, spazia dalle necessità logistiche a quelle amministrative. Il servizio prevede l’accompagnamento e il trasporto (transfert) verso ospedali, stazioni o aeroporti, garantendo quella puntualità che solo una formazione rigorosa può assicurare.
C’è poi l’aspetto del disbrigo pratiche: ritiro farmaci, commissioni al mercato rionale e supporto nei pagamenti, attività che per molti rappresentano ostacoli insormontabili.
“Questa iniziativa, non va intesa come una somministrazione di lavoro – sottolineano -, ma come un patto tra vicini. Riscoprire il valore del supporto reciproco attraverso figure di comprovata serietà è la chiave per rendere Cinecittà Est un posto più sicuro, umano e accogliente per tutti. E questo vale per tutti i quartieri di Roma” – concludono i referenti del gruppo social tra cui i volontari dell’Associazione no profit Effetto Morgana.


















