Manuela Petrangeli, uccisa dall’ex col fucile a canne mozze: ergastolo per Gianluca Molinaro

Ergastolo per l'uomo che uccise la ex compagna e madre di suo figlio per strada come nelle esecuzioni di mafia: riconosciuta la premeditazione

Manuela Petrangeli

Condanna all’ergastolo per Gianluca Molinaro, il cinquantenne romano accusato di aver ucciso il 4 luglio 2024 per strada, a Casetta Mattei, la sua ex compagna e madre del loro figlio, Manuela Petrangeli.

Ergastolo per l’uomo che uccise la ex compagna e madre di suo figlio per strada come nelle esecuzioni di mafia: riconosciuta la premeditazione

Manuela aveva appena finito il suo turno di lavoro quando si è ritrovata davanti Molinaro che ha abbassato il finestrino e fatto fuoco con un fucile a canne mozze. Quaranta minuti prima aveva scritto a un messaggino a amico: “Oggi forse prendo due piccioni con una fava. In allegato la foto del fucile. La I Corte di Assise di Roma ha ricosciuto la premeditazione.

Il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini contestava a Molinaro l’omicidio aggravato dalla premeditazione e dallo stalking, detenzione abusiva di armi e ricettazione. Per lui, la pubblica accusa, rappresentata dalla pm Antonella Pandolfi, aveva richiesto la condanna all’ergastolo, con l’isolamento diurno per 18 mesi.

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Il luogo del delitto

Nel corso della requisitoria, il pubblico ministero ha definito Manuela una donna “forte, solare, determinata“, che è stata “barbaramente uccisa e strappata ai suoi affetti più cari” dal padre del suo bambino, “un uomo vittima delle sue stesse ossessioni patologiche, della brutalità di un modello patriarcale ormai superato, ma interpretato da Molinaro nel modo peggiore possibile“.

La pm ha poi sottolineato come, dietro il femminicidio, ci fosse un comportamento sistematico di violenza psicologica e minacce, documentate dai numerosi messaggi inviati dall’imputato alla vittima fino ai giorni precedenti il delitto.

Molinaro non è riuscito a superare la separazione dopo tre anni e mezzo, alimentando una rabbia cieca e ossessionata verso Manuela“, ha dichiarato la pm.

L’omicidio non è stato un raptus, ma la cronaca di una morte annunciata, un’esecuzione fredda e premeditata. Molinaro si definiva una ‘bomba a orologeria’, pronto a ‘eliminare un problema’ – e quel problema era Manuela“, ha concluso la pm, evidenziando la lucidità con cui l’uomo aveva pianificato l’assassinio.

Il delitto, avvenuto in via degli Orseolo, a pochi passi dalla clinica dove Manuela lavorava come fisioterapista. Dopo aver sparato con un fucile a canne mozze, Molinaro si era costituito in una caserma dei carabinieri, consegnando l’arma con cui aveva ucciso la madre di suo figlio.

Un delitto premeditato

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La vittima Manuela Petrangeli e il suo assassino Gianluca Molinaro

Gli investigatori avevano allora acquisito anche degli sms inviati da Molinaro a un amico prima del delitto (“Oggi forse prendo due piccioni con una fava”) e un secondo spedito con orgoglio a un altro amico dopo il femminicidio:Gli ho sparato due botti“.

In aula, al termine della requisitoria, hanno preso la parola le parti civili, tra cui l’avvocato Licia D’Amico, legale dell’associazione ‘Insieme a Marianna’. “Non eravamo di fronte a un caso di semplice premeditazione, ma a un vero e proprio appuntamento con la morte“, ha dichiarato l’avvocato, commentando la durezza con cui Molinaro aveva progettato e eseguito l’omicidio.

La disperazione dei familiari di Manuela

Nessuno ci restituirà Manuela, per noi era la luce. La nostra vita non ha più colori, ed è difficile soprattutto per il bambino, che per noi ormai è tutto. Oggi è stata una giornata difficile, soprattutto vedere lui in aula”, il commento della cognata.