Oltre 200 ospiti mai registrati: casa vacanze invisibile alle autorità era a due passi dalla residenza del Papa

Tra i turisti italiani e stranieri non censiti, nella casa vacanze poteva celarsi il rischio di infiltrazioni criminali a ridosso delle mura vaticane

In un’area dove la vigilanza dovrebbe essere massima, una struttura ricettiva operava nel totale anonimato, eludendo i sistemi di controllo della Polizia di Stato. Nel cuore del rione Borgo, a pochi metri da quella che risulta ancora essere la residenza di Papa Leone XIV fino a febbraio prossimo, è stato scoperto un alloggio turistico invisibile alle autorità, che, pur ospitando centinaia di persone, non ne aveva mai comunicato le generalità.

Tra i turisti italiani e stranieri non censiti, nella casa vacanze poteva celarsi il rischio di infiltrazioni criminali a ridosso delle mura vaticane

Il rischio non è stato solo amministrativo o fiscale: la mancanza di tracciabilità per i numerosi ospiti, sia italiani che stranieri, ha creato una falla nel sistema di sicurezza della Capitale, proprio in uno dei quadranti più sensibili al mondo per la tutela dell’ordine pubblico.

L’obbligo di controllo nell’area intorno al Vaticano

Dopo la chiusura dell’anno giubilare è ancora alto il controllo delle strutture extralberghiere un’attività che la Questura di Roma coordina con rigore, specialmente in relazione alla normativa vigente che impone ai gestori l’invio immediato dei dati degli ospiti tramite il portale “Alloggiati Web”, uno strumento fondamentale per incrociare le identità dei turisti con le banche dati delle Forze dell’ordine.

E in un settore delicato come quello adiacente a Piazza San Pietro, l’obbligo diventa una barriera protettiva essenziale che se ignorata significa, di fatto, permettere a chiunque di soggiornare a ridosso della Santa Sede senza lasciare traccia.

Il pericolo nascosto tra le 200 presenze

In questo contesto si inserisce l’indagine condotta dagli agenti del Commissariato Borgo che ha rivelato l’assenza totale di tracciabilità per un volume imponente di persone.

Dall’esame della rendicontazione dell’attività, sono emerse circa 50 prenotazioni per un totale di oltre 200 presenze effettive mai segnalate. Tra questi soggetti, rimasti nell’ombra della “ghost house”, avrebbe potuto celarsi l’identità di persone pericolose per l’incolumità del Papa.

L’istruttoria e il provvedimento del Questore

Le verifiche hanno accertato che l’alloggio non risultava neppure accreditato al portale ministeriale, collocandosi volutamente al di fuori della legalità. Di fronte a omissioni così gravi, la Divisione Amministrativa della Questura ha aperto un’istruttoria lampo.

Valutata la potenziale pericolosità della situazione per la sicurezza pubblica, il Questore ha disposto la sospensione immediata dell’attività ricettiva per cinque giorni. Il provvedimento è stato emesso ai sensi dell’articolo 100 del Tulps (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), una misura cautelare che mira a tutelare la collettività impedendo la prosecuzione di attività che sfuggono al controllo statale.

La Polizia di Stato ha confermato che i controlli a tappeto proseguiranno, con l’obiettivo di bonificare il settore da attività opache che, per negligenza o dolo, rischiano di offrire un riparo sicuro a soggetti potenzialmente ostili.