Intorno a Roma il covo di un latitante: condannato per estorsione e usura, si era nascosto in campagna

Blitz dei Carabinieri per circondare l’abitazione isolata nella campagna di Colleferro: qui il pericoloso latitante è stato bloccato prima che potesse sparire di nuovo

La rete della giustizia si è chiusa definitivamente in queste ore, attorno a un uomo di 38 anni che, da tempo, cercava di sottrarsi all’esecuzione di una condanna definitiva. L’operazione, scattata nella giornata di giovedì, ha visto sul campo i Carabinieri della Compagnia di Colleferro sulle tracce del pericoloso latitante da oltre due anni.

Blitz dei Carabinieri per circondare l’abitazione isolata nella campagna di Colleferro: qui il pericoloso latitante è stato bloccato prima che potesse sparire di nuovo

Quando i militari si sono presentato davanti al suo nascondiglio, il ricercato ha compreso che lo spazio di manovra si era esaurito, segnando la fine di un periodo trascorso nell’ombra per evitare il carcere.

L’antefatto e il profilo del ricercato

Il soggetto colpito dal provvedimento è un uomo originario di Colleferro ma proveniente dalla Sardegna, sul quale pendeva un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. La sua posizione giuridica era ormai compromessa a causa di una serie di condanne accumulate per reati gravi che spaziano dall’estorsione all’usura, fino al porto abusivo di armi.

La magistratura aveva stabilito che l’uomo dovesse scontare una pena complessiva di un anno e dieci mesi di reclusione. Nonostante la sentenza definitiva però, il trentottenne non si era presentato presso le strutture carcerarie, dando inizio a una latitanza che lo ha portato a cercare rifugio nelle zone meno esposte della cittadina laziale.

Il nascondiglio in periferia e il blitz

Le indagini condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile, insieme ai colleghi della Stazione di Colleferro, hanno permesso di individuare il punto esatto in cui il ricercato cercava di mantenere un profilo basso.

L’uomo aveva trovato ospitalità in un’abitazione situata nella periferia cittadina, una zona che probabilmente riteneva sicura grazie alla vicinanza con le aree rurali che avrebbero potuto favorire una fuga rapida in caso di emergenza.

Tuttavia, i Carabinieri avevano pianificato l’intervento nei minimi dettagli, predisponendo un ampio dispositivo di controllo che ha circondato l’intera area interessata. Questa strategia ha permesso di neutralizzare preventivamente ogni possibile via di scampo, rendendo l’edificio una vera e propria trappola per il latitante.

Il tentativo di fuga e la cattura finale

Non appena il trentottenne si è reso conto della presenza massiccia degli uomini dell’Arma all’esterno dell’abitazione, ha tentato un ultimo, disperato gesto per riconquistare la libertà. L’uomo si è lanciato verso le campagne limitrofe, cercando di sfruttare la vegetazione e il terreno aperto per far perdere le proprie tracce.

Il tentativo di fuga si è però rivelato brevissimo: i militari, avendo previsto questa eventualità, lo hanno prontamente inseguito e bloccato prima che potesse allontanarsi troppo. Una volta messo in sicurezza e identificato con certezza, il soggetto è stato condotto in caserma per le formalità di rito legate all’arresto, ponendo fine alla sua resistenza nei confronti dell’autorità giudiziaria.

Il trasferimento in carcere e la sicurezza sul territorio

Dopo le procedure di rito espletate presso la Compagnia locale, il trentottenne è stato tradotto presso la casa circondariale di Velletri. In quella struttura, l’uomo è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per iniziare a scontare la pena residua prevista dalla condanna.