Una rapina violenta, messa a segno da una banda di tunisini nella stazione Termini, è stata sventata grazie alla prontezza delle vittime – due connazionaali – che, nonostante l’aggressione, sono riuscite a scattare foto cruciali.
Rapina violenta a Termini: grazie alla prontezza delle vittime, la banda di tunisini è stata identificata e arrestata dopo mesi di indagini
Il gruppo, che ha agito con estrema brutalità lo scorso 17 aprile, ha minacciato le vittime con un coltello e una bottiglia rotta, sottraendo loro una catenina d’oro e cinquecento euro.
Ma l’astuzia e il coraggio delle vittime si sono rivelati determinanti per l’identificazione dei colpevoli. Uno dei rapinatori è stato arrestato immediatamente dopo i fatti, mentre per gli altri quattro, l’ordine di arresto è stato eseguito ieri, a nove mesi di distanza.
Il raid violento, che ha visto un inseguimento tra via Manin e Piazza Vittorio, è iniziato con un’aggressione da parte del gruppo, che ha ferito gravemente le vittime con fendenti e minacce.
Nonostante le gravi lesioni, una delle vittime è riuscita a documentare l’aggressione, scattando foto dei rapinatori con il telefonino. Questa prontezza si è rivelata cruciale per i poliziotti, che, oltre ad arrestare subito uno dei rapinatori in fuga, hanno potuto lavorare sui fermi immagine, sebbene sfocati.
Il primo arrestato, imbrattato di sangue
Il primo arrestato, trovato imbrattato di sangue, ha cercato di giustificarsi dicendo di essersi ferito con le forbici durante il lavoro da barbiere. Tuttavia, le prove raccolte non hanno lasciato dubbi sul suo coinvolgimento nella rapina.
Grazie anche al riconoscimento fotografico delle vittime e all’analisi delle telecamere di sorveglianza, gli agenti sono riusciti a identificare gli altri membri della banda e a far scattare le misure cautelari in carcere.

















