A partire dal 1° febbraio, entrano in vigore nel Lazio nuove disposizioni sulla validità delle ricette per le prestazioni di specialistica ambulatoriale. “Il nuovo sistema delle ricette darà la priorità alle vere urgenze“, la rassicurazione del governatore del Lazio Francesco Rocca.
La validità delle ricette sarà ridotta in base alla classe di priorità assegnata: l’obiettivo velocizzare le prenotazioni sanitarie
Fino ad oggi, la validità delle ricette per le prestazioni ambulatoriali, indipendentemente dalla classe di priorità, era fissata a 180 giorni.
Con le nuove regole, invece, il periodo di validità sarà differenziato in base alla classe di priorità assegnata alla prestazione. Ecco come cambiano i termini:
- Urgente (U): per le prestazioni da erogare entro 72 ore, la ricetta sarà valida solo 10 giorni.
- Breve (B): per le prestazioni da garantire entro 10 giorni, la validità scende a 20 giorni.
- Differita (D): per le prestazioni da erogare entro 30 giorni per le visite e 60 giorni per le prestazioni strumentali, la validità sarà ridotta rispettivamente a 40 giorni per le visite e 70 giorni per le prestazioni strumentali.
- Programmato (P): per le prestazioni da garantire entro 120 giorni, la validità passa da 180 a 130 giorni.
Le nuove regole, stabilite da una delibera regionale, sono pensate per allineare la validità delle ricette ai tempi previsti per ogni classe di priorità, in accordo con la normativa nazionale sulle liste d’attesa.
Questo provvedimento riguarda esclusivamente le ricette dematerializzate e si applica alle prenotazioni effettuate tramite il sistema ReCUP, la piattaforma regionale per le prenotazioni sanitarie.
La spiegazione di Rocca: “Si darà la priorità a chi ha davvero bisogno”

“Dal primo febbraio 2026 cambia la validità delle prescrizioni per le visite e gli esami diagnostici. Finora tutte hanno avuto tutte la stessa validità, ovvero sei mesi – ha premesso il governatore Francesco Rocca – Una regola che ha creato un problema serio. Una urgenza – che doveva essere eseguita entro tre giorni – poteva essere prenotata molto dopo il tempo previsto dal vostro medico.
Nel 2025 un esame o una visita urgente su tre è stata prenotata in grave ritardo e lo stesso è successo per le altre classi di priorità.
Parliamo di 200mila cittadini che hanno contattato i servizi di prenotazione dopo molto tempo dal rilascio della prescrizione ma quando arrivava la loro chiamata scavalcava chi aveva già prenotato. Tutto ciò ha reso difficile distinguere chi aveva davvero bisogno o meno.
Mi sono assunto la nostra responsabilità. Andiamo a vedere in concreto. La priorità seguirà le priorità cliniche vere”
Da qui l’indicazione dei nuovi tempi: “Le ricette urgenti quelle da eseguire entro 72 ore varranno dieci giorni: avrete dieci giorni per chiamare il sistema di prenotazione. Per le brevi – da farsi entro dieci giorni – 20 giorni di validità. Per le differibili 40 giorni per le visite, 70 per gli esami. Per le programmate 130 giorni.
La ricetta resta valida. Non è vero che bisogna tornare dal medico. L’importante è prenotare nei tempi corretti. Basta chiamare tempesticamente il ReCup entro quei giorni fissati.
E’ con questo provvedimento che le liste scorrono meglio, le urgenze sono riservate a chi ha davvero bisogno e l’attesa si riduce per tutti quanti. Nessuna penalizzazione, semmai una maggiore trasparenza per tutti i cittadini”.
D’Amato: “Dietro la nuova validità delle ricette un bluff”
Profondamente critico, invece, l’ex assessore regionale alla sanità e ora consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato.
“Il presidente Rocca continua a non spiegare cosa accade quando una ricetta scade prima che il cittadino riesca a ottenere una prenotazione con la garanzia che sia resa nei tempi previsti dalle norme nazionali per le classi di priorità – ha detto D’Amato, – La verità è che scarica la responsabilità sui pazienti che non riescono a ottenere dal sistema la prenotazione appropriata, che in questo modo sono costretti a tornare dal proprio medico di famiglia per una nuova prescrizione, oppure a rivolgersi al privato pagando di tasca propria.
“Dietro la nuova validità delle ricette si nasconde un bluff – ha aggiunto D’Amato – si riduce la validità, non le liste d’attesa. Il cittadino che non riesce a prenotare in tempo viene buttato fuori dal sistema e, così facendo, le liste risultano ‘ripulite’ solo sulla carta. Il Lazio è l’unica Regione ad adottare questo metodo e il cittadino avrà a che fare con sei scadenze diverse. Un vero e proprio caos”.


















