Il Tribunale sequestra per liquidazione ciò che resta dello Sporting Beach di Ostia

Sigilli allo Sporting Beach da parte del Tribunale di Roma per le procedure di liquidazione della società concessionaria che aveva già perso il diritto sulla spiaggia due anni fa

Fine amarissima per uno degli emblemi del turismo di classe di Ostia ovvero lo stabilimento balneare Sporting Beach. O, a dire il vero, di ciò che resta di quell’impianto. Il Tribunale di Roma, infatti, ha apposto i sigilli all’ingresso della struttura di lungomare Amerigo Vespucci, già restituita alla gestione del Campidoglio per decadenza della concessione fin dal 2024.

Sigilli allo Sporting Beach da parte del Tribunale di Roma per le procedure di liquidazione della società concessionaria che aveva già perso il diritto sulla spiaggia due anni fa

Il sequestro dello Sporting Beach per la tutela dei mobili custoditi al suo interno destinati ai creditori, è l’ultimo atto di una fine annunciata. “E’ un atto conseguente all’impossibilità di poter lavorare e quindi poter pagare i creditori” è laconico Massimo Muzzarelli, ex concessionario rimasto a presiedere la Federbalneari Roma. Lo Sporting Beach che ha diretto con il fratello Marco, e che prima ancora ha curato personalmente il papà Luigi, è stato per decenni il fiore all’occhiello della balneazione e della ristorazione del litorale romano. Infinita la schiera dei clienti: da Pupi Avati a diversi giocatori della AS Roma (Voeller, Nela e altri), a Simona Izzo, a Giampiero Galeazzi. Tra gli habitué Daniele De Rossi: la nonna ha lavorato per diversi anni nello stabilimento balneare.

Il dispositivo del Tribunale

Il giudice Stefano Cardinali ha disposto il sequestro dello stabilimento balneare con l’intento di impedire la rimozione dei beni mobili di proprietà della Sporting Beach Srl. Viene assegnato ai creditori e a eventuali terzi che vantano diritti reali e mobiliari di proprietà del debitore, il termine di 30 giorni prima dell’adunanza (fissata per il 23 aprile prossimo) per la presentazione delle domande di insinuazione.

Non è chiara l’entità del debito maturato mentre è quasi certo che dallo stabilimento balneare i creditori potranno ricavare ben poco. “La concessione è decaduta nel 2024 e al più tardi a dicembre di quell’anno ho liberato la struttura – chiarisce Muzzarelli – Non capisco il perché del sequestro: dubito che qualcuno possa portar via le cabine in legno, unico bene mobile rivendicabile”.

E’ sicuro, in ogni caso, che stante la procedura aperta, il Campidoglio non potrà mettere all’asta la concessione balneare e, di conseguenza, anche la stagione 2026 non potrà essere avviata allo Sporting Beach di Ostia.