Baby gang a Guidonia attira in trappola due coetanei e li gonfia di botte per rapinarli

Baby gang a Guidonia attira in trappola due coetanei e li gonfia di botte per rapinarli, una delle vittime finisce in ospedale

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Immagine non riferita ai fatti

Baby gang a Guidonia attira in trappola due coetanei e li gonfia di botte nei sotterranei di un centro commerciale.

Baby gang a Guidonia attira in trappola due coetanei e li gonfia di botte per rapinarli, una delle vittime finisce in ospedale

I fatti risalgono alle 19.00 circa di venerdì scorso 16 gennaio all’interno del centro commerciale Tiburtino quando è scattato l’allarme anti rapina al numero di emergenza 112.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti del commissariato di Tivoli la segnalazione era partita dalla zona acquisti dello shopping center di via degli Abeti.

A finire nel mirino della banda due ragazzini che erano intenti a passeggiare tra le vetrine del grande magazzino. La coppia sarebbe stata avvicinata da un ragazzo e una ragazza che li avrebbero invitati a un confronto per chiarirsi nel piano interrato dove si trovano i posteggi delle auto.

Lì sarebbe scattato l’agguato. Un’imboscata studiata nei minimi dettagli da un branco spietato formato da una decina di giovanissimi guardati con terrore dalle vittime e un ragazzino di 14 anni che è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari per le percosse subite.

L’agguato e la rapina

Il gruppo, secondo quanto accertato dagli inquirenti, si sarebbe mosso con una strategia quasi paramilitare. I due amici sono stati accerchiati senza via di fuga. Mentre sei aggressori si scagliavano contro il “bersaglio” designato, gli altri tre tenevano bloccato l’amico di tredici anni, costringendolo ad assistere alla scena. “Se stai fermo a te non facciamo nulla”, gli avrebbero intimato con freddezza, neutralizzando ogni tentativo di difesa o di richiesta di aiuto.

Violenza gratuita

Il pestaggio è stato violento e repentino. Il quattordicenne è stato colpito ripetutamente a mani nude: una raffica di calci e pugni diretti al volto e alla nuca. La ferocia dei colpi è stata tale da causare alla vittima una fuoriuscita di sangue dall’orecchio e numerose contusioni. Una volta a terra, i malviventi gli hanno strappato il cappellino di marca Gucci, per poi dileguarsi a piedi tra i corridoi del parcheggio, scomparendo nel nulla.

Soccorso immediatamente da un’ambulanza e raggiunto dalla madre sconvolta, il giovane è stato trasportato in codice verde al pronto soccorso dell’ospedale di Tivoli. Sebbene le ferite fisiche siano state giudicate guaribili in 14 giorni, resta profondo il trauma psicologico per un’aggressione subita in un luogo che dovrebbe essere sinonimo di svago.

Caccia ai responsabili

Come indica Elena Ceravolo su Il Messaggero, gli investigatori del commissariato di Tivoli hanno già avviato le indagini e sembrano avere una pista solida. Alcuni elementi identificativi sono già nelle mani degli agenti: si cercano giovani vestiti di nero, uno con un completo grigio e un altro con un giubbotto griffato e jeans strappati.

Determinanti per le ricerche saranno le prossime ore: la polizia ha già richiesto le immagini del sistema di videosorveglianza del centro commerciale. I filmati delle telecamere, che verranno visionati minuziosamente, potrebbero dare un volto definitivo ai componenti della gang, ponendo fine a un episodio che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza e sul disagio giovanile nel territorio tiburtino.

I fatti di Roma e l’aggressione alla scuola media Winckelmann

In queste stesse ore il problema del disagio giovanile e della diffusione di una violenza gratuita a crescente soprattutto nelle grandi metropoli del Paese ha subito una preoccupante accelerazione anche a Roma, dove uno studente della terza media della scuola Winckelmann del quartiere Italia vicino a Piazza Bologna è stato preso a pugni sulla soglia della struttura educativa senza alcun motivo dall’alunno di un’altra classe e ha dovuto farsi medicare al Policlinico Umberto I.

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