Una fiaccolata stasera, lunedì 19 gennaio ad Anguillara, e una venerdì 23 gennaio a Saracena, in Calabria, nel paese originario del padre. Ha scosso l’Italia il femminicidio di Federica Torzullo, la 41enne, ritrovata a dieci giorni dalla scomparsa in una buca profonda due metri e ricoperta di rovi a ridosso dell’azienda del marito, Claudio Carlomagno, poi arrestato per omicidio.
Il femminicidio di Federica Torzullo: stasera una fiaccolata ad Anguillara, venerdì a Saracena. Due borghi sotto shock
Ad Anguillara, dove la donna è stata uccisa nella villetta che condivideva col marito anche se in via di separazione, l’appello è accorato: “Si chiede ai partecipanti alla fiaccolata di portare una candela e di incontrarci in Piazza del Comune per le 20.30 di modo che si possa partire puntuali per le 21.00 in un corteo silenzioso fatto di umana solidarietà”.

Il padre di Federica è originario di Saracena, in provincia di Cosenza, altro paese che ha vissuto giorni di apprensione. Altra fiaccolata. “Sono stati giorni lunghi, carichi di paura e di speranza, vissuti con il fiato sospeso da un’intera nazione. Abbiamo creduto, fino all’ultimo, in un ritorno a casa di Federica. Questa mattina la notizia che nessuno avrebbe mai voluto ricevere. Un dolore profondo, che lascia senza parole e spezza il cuore di tutti noi“, ha scritto il sindaco Renzo Russo.
Il padre Stefano è originario proprio del borgo del Pollino e nella sua cittadina natale, cui è molto legato, ritorna spesso.
“In questo momento di immensa sofferenza – continua il primo cittadino in un post – a Stefano e alla famiglia Torzullo va l’abbraccio più sincero, forte e commosso dell’intera comunità di Saracena, che si stringe a loro nel silenzio e nel rispetto. Ciao Federica“.
L’amministrazione comunale di Saracena ha organizzato per venerdì prossimo, 23 gennaio, alle 19, una fiaccolata in solidarietà alla famiglia Torzullo e in memoria di tutte le donne vittime di violenza.
La reazione di Differenza Donna

Elisa Ercoli, presidente di “Differenza Donna”, associazione impegnata nella difesa dei diritti delle donne e nella lotta contro la violenza di genere, è intervenuta in maniera dura già prima del rinvenimento del corpo: “Lo scoramento è enorme – ha detto – ma dobbiamo reagire. Per fermare i femminicidi serve fare quello che ha fatto la Spagna e altri Paesi in Europa: credere e sostenere le donne che vogliono liberarsi dalla violenza maschile”.
Elisa Ercoli: “Misoginia e sovranismo alla base di tutto”
Per Ercoli, il clima politica internazionale e nazionale contribuisce alla recrudescenza dei casi di femminicidio: “In Italia l’ondata internazionale di misoginia e di sovranismo patriarcale si diffonde – accusa – e legittima sempre più gli uomini violenti. Siamo il Paese in cui un ministro della Repubblica Italiana si permette di dire che una legge ispirata al consenso è una legge contro gli uomini che si presta alla vendetta femminile e potrebbe intasare i Tribunali di denunce false. Questa non è una opinione politica, questa è legittimazione della violenza“.
“Ma il problema – aggiunge – non è certo solo un ministro, ma questa cultura patriarcale che sta rinormalizzando la disparità di potere e sta facendo terra bruciata nei Servizi e nelle Istituzioni che le donne dovrebbero sostenerle”.


















