La svolta per l’orrore di Anguillara è arrivata quando da un pezzo di terreno ricoperto di rovi è spuntata la mano di un cadavere. La mano di una donna. I resti che tutti andavano cercando da giorni. I resti di Federica Torzullo.
Dieci giorni di inganni e false testimonianze: il marito di Federica Torzullo arrestato mentre le indagini rivelano dettagli agghiaccianti
Dal 9 gennaio, dall’indomani della scomparsa della 41enne, che il marito aveva denunciato come scomparsa, nessuno ha creduto che fosse andata via per rifarsi una vita. Tutti – all’opposto – erano, purtroppo, certi che qualcuno gliel’avesse piuttosto tolta. E quel qualcuno era il marito, Claudio Carlomagno, l’imprenditore edile che per dieci giorni ha parlato solo per sviare le indagini.
Motivo per cui per lui si sono aperte le porte del carcere. Per l’autorità giufdiziaria potrebbe ancora inquinare le prove, e l‘arma del delitto non è stata ancora ritrovata.

Il corpo di Federica è stato trovato all’alba dai Ris in una buca scavata con mezzo meccanico, ricoperta da rovi all’interno di un fondo attiguo a quello in cui ha sede la ditta di movimento terra del marito.
“A questo punto, la gravità indiziaria raccolta nel corso delle indagini si è concentrata in via esclusiva all’indirizzo del marito varcando la soglia della precisione e della concordanza“, ha fatto sapere in una nota la procura di Civitavecchia.
Le bugie del marito e le verità emerse

A rafforzare la tesi le imprecisioni, contraddizioni e le cose non dette fornite dall’indagato sia in sede di denuncia che in veste di indagato a piede libero.
Aveva detto che il 9 gennaio non aveva fatto ritorno a casa, ed è stato smentito. Non era vero nemmeno che aveva trascorso quella mattinata recandosi nei posti indicati, la geolocalizzazione della sua auto lo dava in posti diversi.
Il trasporto del corpo in macchina e il cellulare di lei fatto sparire
E’ vero, invece, – ricostruisce la procura – che l’indagato “si porta sul posto di lavoro presso la ditta familiare trasportando con la sua macchina il corpo di Federica che, nel frattempo, aveva già ucciso in casa tra la ultime ore dell’8 gennaio e le prime del 9“.
Ed è vero anche che in quei frangenti il cellulare dell’indagato e quello di Federica sono localizzati nella zona della ditta e alla guida della macchina c’è solo il marito. Il corpo di lei era nel portabagagli.
Sangue ovunque
Il resto viene provato dalla tracce di sangue trovate nel bagagliaio della macchina, sui vestiti da lavoro dell’indagato, sul pavimento dell’ingresso, nella cabina armadio della camera da letto di Federica, sul manico del badile e sul mezzo meccanico all’interno del magazzino della ditta di famiglia e, infine, su un asciugamano trovato all’interno di una cava per inerti.
Carlomagno ancora non confessa, però. Ha lasciato tracce ovunque ma non vuole dire come ha ucciso Federica e lasciato orfano della mamma il figlioletto di dieci anni. Lo scoprirà l’autopsia.


















