E’ un quadro desolante quello delineato dai numeri emersi dall’ultimo bilancio sulle assegnazioni abitative a Roma. Un quadro delineato da Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, dove la legalità sembra essere diventata un’opzione secondaria rispetto all’emergenza degli occupanti. Tra il 2022 e il 2025 sono stati assegnati complessivamente 1.234 alloggi popolari. Tuttavia, la ripartizione di questi numeri rivela una realtà inquietante: più di una casa su tre non finisce nelle mani di chi ha rispettato l’iter burocratico e legale, ma viene utilizzata per sanare situazioni di occupazione pregressa.
A Roma circa 800 assegnazioni regolari su oltre 1.200 alloggi disponibili: denuncia della Lega sull’emergenza abitativa, accende riflettori su “sistema” che calpesta le liste d’attesa
Questa situazione, non solo sta creando un pericoloso precedente, ma è stata definita senza mezzi termini come un premio all’illegalità.
Il dramma sociale di sedicimila famiglie fantasma
Dietro alle cifre in primis, si nasconde il dramma umano di oltre 16.000 famiglie che attendono da anni, a volte decenni, un tetto sicuro sotto cui vivere.
Le graduatorie comunali, stando al report/denuncia di Santori, appaiono come un meccanismo opaco e costellato di anomalie, dove la trasparenza risulta praticamente assente.
Questa gestione sta alimentando una pericolosa rabbia sociale, in aggiunta a fatto che i cittadini vedono sistematicamente scavalcato il proprio turno, da chi decide di forzare la mano occupando gli stabili.
Il risultato? La distruzione del tessuto sociale di interi quartieri, dove il senso di abbandono da parte delle istituzioni spinge chi rispetta le regole a sentirsi un cittadino di serie B, costretto a osservare la propria legittima spettanza venire consegnata a chi ha aggirato la legge.
Il caso critico di Nuova Ostia e il patrimonio Armellini
Uno dei punti più critici di questa gestione dell’Edilizia Residenziale Pubblica, si materializza nel quadrante di Nuova Ostia, definito in tal senso un vero e proprio “bubbone” sul fronte urbanistico/sociale. Qui la questione riguarda 1.042 appartamenti appartenenti agli eredi Armellini, legati a una convenzione ormai scaduta e mai rinnovata.
Nonostante esista una sentenza di sgombero a favore della proprietà, la situazione è in stallo e gli edifici iniziano a mostrare segni di cedimento strutturale. Il rischio crollo non è più una remota ipotesi ma una minaccia concreta che ha già costretto diverse famiglie a essere trasferite d’urgenza nei residence, strutture che pesano sulle casse pubbliche e che spesso si trasformano in ghetti temporanei senza fine.
“La legge regionale prevede che ci siano delle deroghe per dare risposte alle emergenze, e una di queste è Nuova Ostia – ha dichiarato Santori -. Nonostante ciò, con queste scelte l’amministrazione Gualtieri non sembra ritenere quel quadrante del Lido tra le emergenze, continuando a non dare risposte ad una situazione così grave e pericolosa anche per la vita delle persone che abitano in quegli immobili. A contrario sembra cedere al ‘ricatto’ dei movimenti per le occupazioni politicamente vicini, continuando a dare gli alloggi popolari a occupazioni ventennali” – conclude Santori.
La voce del web e la richiesta di trasparenza
L’indignazione di Santori trova una sponda immediata nelle testimonianze che circolano sui social network, dove gli utenti descrivono una realtà fatta di attese infinite in strutture fatiscenti.
Molti cittadini denunciano di essere prigionieri dei residence, aspettando un alloggio che sembra non arrivare mai mentre vedono nuovi ingressi abusivi essere regolarizzati con priorità.
La domanda che rimbalza tra i commenti e le piazze del X Municipio è poi legata alla data del 29 gennaio 2025: i residenti chiedono spiegazioni sul perché non sia ancora stata calendarizzata la discussione per chiarire la posizione del costruttore.
La battaglia politica promessa dalla Lega dunque, punta a rimettere al centro chi rispetta le regole, interrompendo un ciclo di privilegi per gli occupanti che rischia di polverizzare definitivamente la credibilità delle politiche abitative della Capitale.


















