Un fuoco devastante poco dopo la mezzanotte di oggi, 15 gennaio, è divampato nel piazzale di un’azienda specializzata nella distribuzione di generi alimentari, situata strategicamente a sud della capitale all’incrocio tra via Laurentina e via delle Arance a Pomezia. L’allarme è scattato con la segnalazione di alte colonne di fumo e una serie di boati provenienti dall’area di parcheggio dove c’erano i furgoni della flotta aziendale.
L’intervento dei soccorsi salva lo stabilimento dal fuoco, ma il danno logistico è enorme: al vaglio l’ipotesi dolosa
Sebbene i dettagli sulle ore immediatamente precedenti siano ancora oggetto di verifica, l’azienda aveva concluso le attività quotidiane lasciando la flotta di distribuzione parcheggiata nel piazzale esterno, una prassi consolidata per la logistica del settore alimentare.
Per quanto noto, non si erano registrate anomalie tecniche o segnalazioni sospette durante la giornata, rendendo l’improvviso innesco delle fiamme nel cuore della notte un evento tanto rapido quanto devastante e misterioso.
L’incendio e i soccorsi
Il fuoco ha trovato terreno fertile nei materiali infiammabili dei veicoli e negli pneumatici, propagandosi in pochi minuti da un furgone all’altro. Da lì le chiamate di emergenza alla Sala Operativa del Comando di Roma che con la massima priorità, ha inviato sul posto un contingente imponente per domare il rogo, prima che potesse intaccare l’intero magazzino.

Sono intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco dell’Eur (11/A) e di Pomezia (22/A). A supporto dei mezzi di attacco, sono giunte due autobotti (ABP) per garantire il rifornimento idrico costante e il Carro Autoprotettori, necessario per permettere agli operatori di lavorare in sicurezza respirando aria compressa tra i fumi tossici sprigionati dalla combustione di plastiche e carburante.
Il bilancio dei danni e le indagini
Al termine delle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza, il bilancio appare pesante: nove furgoni sono stati coinvolti dall’incendio. Di questi, sei sono stati completamente distrutti, ridotti a scheletri di metallo, mentre tre hanno riportato danni parziali grazie al tempestivo raffreddamento operato dalle lance dei pompieri.

Il calore estremo non ha risparmiato la struttura muraria dell’azienda, provocando danni al rivestimento esterno che dovranno essere valutati da tecnici specializzati. Fortunatamente, non si registrano feriti o intossicati.
Attualmente, l’area è stata posta sotto sequestro parziale. Le cause dell’innesco restano ufficialmente al vaglio dei Carabinieri, che stanno acquisendo i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per determinare se si sia trattato di un corto circuito accidentale o di un atto doloso.
















