LabUr sulle strisce blu: “Ostia non è una parentesi stagionale ma un quartiere di Roma abitato tutto l’anno”

Il Laboratorio di Urbanistica spiega perché non va seguita una logica stagionale nell'adozione delle strisce blu e pone tre domande al Comune di Roma

LabUr sulle strisce blu: “Ostia non è una parentesi stagionale ma un quartiere di Roma abitato tutto l’anno”
Immagine di repertorio.

Sulla questione delle strisce blu, e delle soste a pagamento nel X Municipio, interviene LabUr. “Ostia non è una parentesi stagionale ma un quartiere di Roma abitato tutto l’anno. La regolazione della sosta è una politica urbana strutturale, non una misura emergenziale”, affermano dal Laboratorio di Urbanistica.

LabUr ha posto anche tre domande formali al Comune di Roma in merito agli standard e alla legittimità del provvedimento, all’impatto e alla destinazione dei proventi.

Il Laboratorio di Urbanistica spiega perché non va seguita una logica stagionale nell’adozione delle strisce blu e pone tre domande al Comune di Roma

Le strisce blu e la sosta a pagamento non devono seguire una logica di adozione stagionale, legata ai picchi turistici, ma rientrano nelle questioni urbanistiche. Lo afferma LabUr, in merito alle politiche di sosta previste in futuro a Ostia.

Il X Municipio è abitato tutto l’anno e attraversato quotidianamente da flussi di pendolari. 

“Per questo motivo -spiegano da LabUr – l’adozione di una logica stagionale nella regolazione della sosta rischia di produrre un errore di impostazione. La sosta infatti non è un servizio legato ai picchi turistici, ma uno degli strumenti fondamentali di governo della mobilità urbana. Incide su comportamenti quotidiani e strutturali: scelta del mezzo di trasporto, durata degli spostamenti, pressione sullo spazio pubblico. Questi comportamenti non sono stagionali: dipendono dalla qualità del trasporto pubblico, dall’affidabilità delle infrastrutture e dalla distribuzione delle funzioni urbane”.

Per LabUr la sosta a pagamento solo nei mesi estivi non è una misura di tutela del territorio, anche se può apparire così.

“In un sistema urbano integrato -spiegano da LabUr – la sosta funziona come un sistema comunicante: quando alcune parti della città vengono regolate in modo più restrittivo e continuativo, la pressione si redistribuisce verso le aree meno regolate. In questo quadro, Ostia rischia di non essere esclusa dalla misura, ma messa a sistema come area di compensazione, con effetti che si producono durante tutto l’anno: saturazione della sosta lunga, congestione dello spazio pubblico, conflitti tra residenti e utenti esterni”.

Le tre domande poste da LabUr al Comune di Roma

Le tre domande di LabUr riguardano alcuni aspetti specifici del provvedimento.

Vediamo cosa viene chiesto, nel dettaglio, al Comune di Roma:

  • Standard e legittimità: in che modo l’istituzione o l’estensione della sosta a pagamento sul litorale di Ostia garantisce, contestualmente o nelle immediate vicinanze, un’adeguata ed equa disponibilità di stalli gratuiti, tenuto conto della documentata carenza degli standard di parcheggio lungo il lungomare?
  • Impatto territoriale e annuale: quali analisi di impatto sono state effettuate per valutare gli effetti annuali e non solo stagionali della regolazione della sosta su Ostia e sul Municipio X, in particolare in relazione alla pressione pendolare e all’affidabilità del trasporto pubblico locale?
  • Destinazione dei proventi: quale quota dei proventi derivanti dalla sosta a pagamento sarà destinata in modo tracciabile ad interventi sul trasporto pubblico locale, alla realizzazione di nuovi parcheggi e al miglioramento delle infrastrutture nel Municipio X e con quali modalità di rendicontazione pubblica?