Notte di terrore a Termini: blitz dei poliziotti dopo due aggressioni in poche ore. Una vittima lotta per la vita 

Indagini sulle due aggressioni a poca distanza nell'area della stazione Termini: le ipotesi di un’unica scia di violenza ancora da ricostruire

Foto d'archivio non collegata ai fatti

Via Giolitti, a pochi passi dalla stazione Termini, è diventata teatro la scorsa notte di una violenza estrema. In mezzo al traffico serale e ai viaggiatori con le valigie, un uomo è stato accerchiato e massacrato di botte, fino a essere lasciato a terra in condizioni disperate. Ora si trova in ospedale, in fin di vita, mentre la polizia è impegnata in una vera e propria caccia agli aggressori.

Indagini sulle due aggressioni a poca distanza nell’area della stazione Termini: le ipotesi di un’unica scia di violenza ancora da ricostruire

L’episodio è avvenuto poco dopo le 22 di ieri sera, in una delle zone più delicate e trafficate della Capitale. Un’aggressione brutale, rapida, che ha sconvolto chi si trovava di passaggio in zona in quel momento ma impotente difronte al brutale pestaggio.

L’agguato in via Giolitti

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo, un italiano di 57 anni, che è stato accerchiato da più persone. Non una lite improvvisa, ma qualcosa che sembrerebbe un vero e proprio agguato. Gli aggressori lo avrebbero circondato e poi colpito con calci, pugni e colpi ripetuti, senza lasciargli possibilità di difendersi o fuggire.

Una scena violentissima, durata pochi istanti ma sufficiente a provocare lesioni gravissime. Quando i soccorsi sono arrivati, l’uomo che è un dipendente del ministero delle Imprese e del Made in Italy era già in condizioni critiche ed è stato trasportato d’urgenza al Policlinico Umberto I, dove i medici stanno cercando di salvarlo.

Il ministro Adolfo Urso, titolare del dicastero in cui la vittima è, tra l’altro, molto stimata dai colleghi sta seguendo da vicino l’evolversi della situazione.

La polizia ferroviaria ha, nel frattempo, fermato due persone sospettate del tentato omicidio. Un 18enne egiziano con precedenti per rapina, ricettazione porto d’armi ed oggetti atti ad offendere già destinatario di un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale ai primi del nuovo anno in quanto clandestino.

Identica sorte per un 20enne della stessa nazionalità conosciuto alle forze dell’ordine per rissa, porto di oggetti atti ad offendere e stupefacenti.

Per una seconda aggressione, avvenuta poco dopo ai danni di un rider di 23 anni di origini tunisine addetto alla consegna di cibo pronto sono state fermate dagli agenti della Polfer altre due persone: un 22enne tunisino, con precedenti per stupefacenti e minacce, regolare in Italia, e un 18enne tunisino, senza fissa dimora ed irregolare sul territorio nazionale.

Una seconda aggressione nella stessa zona

Gli investigatori non escludono che i due episodi possano essere collegati. Potrebbe trattarsi dello stesso gruppo o di una scia di violenza che si è mossa per le strade del quartiere in pochi minuti.

Il maxi intervento della polizia

Di fronte a una situazione così grave, è scattato un imponente dispositivo di sicurezza. In serata l’area di Termini è stata letteralmente blindata da agenti della Polfer, del Commissariato Viminale e della Squadra Mobile.

Le pattuglie hanno fermato e controllato decine di persone, creando posti di blocco, perquisendo sospetti e cercando chiunque potesse essere coinvolto nelle aggressioni.

Il bilancio dei controlli è significativo:
sette persone sono state accompagnate all’ufficio immigrazione, mentre quattro sono state portate in commissariato. Le loro posizioni sono ora al vaglio degli investigatori.

La caccia agli aggressori

In queste ore la polizia sta lavorando senza sosta per identificare tutti i responsabili. Un ruolo fondamentale lo hanno le telecamere di sorveglianza presenti nella zona, tra esercizi commerciali, edifici e infrastrutture pubbliche.