Allevamento lager: dopo le denunce e le immagini dell’orrore, la ASL Roma 3 dispone il sequestro della struttura

Animali detenuti in condizioni critiche: ASL Roma 3 interviene con il sequestro fiduciario e 60 giorni per mettersi in regola

Nella foto un'immagine dell'interno dell'allevamento lager

Non sono più solo immagini scioccanti, denunce degli attivisti o appelli indignati. Sul presunto allevamento lager di Ponte Galeria ora c’è un atto ufficiale che pesa come una svolta: la ASL Roma 3 ha disposto il sequestro fiduciario della struttura e redatto un verbale con prescrizioni e sanzioni che impne al proprietario 60 giorni di tempo per mettersi in regola.

Animali detenuti in condizioni critiche: ASL Roma 3 interviene con il sequestro fiduciario e 60 giorni per mettersi in regola

È l’intervento più concreto arrivato finora su una vicenda che ha fatto tremare le coscienze e che, per mesi, è rimasta sospesa tra esposti, segnalazioni e immagini dell’orrore.

Il sopralluogo con NAS e Polizia Locale

Il passaggio decisivo è avvenuto venerdì 9 gennaio, quando il servizio veterinario della ASL Roma 3 ha effettuato un sopralluogo nella struttura di Ponte Galeria, lavorando in sinergia con i NAS dei Carabinieri e con la Polizia di Roma Capitale. L’intervento è arrivato dopo che le segnalazioni sulle condizioni dell’allevamento avevano sollecitato un controllo anche da parte dell’Ufficio del Garante per la tutela degli animali del Comune di Roma.

Quello che gli operatori hanno trovato è stato sufficiente per far scattare i provvedimenti: mancanza di autorizzazioni sanitarie, non conformità strutturali e carenze tali da richiedere un’azione formale a tutela della salute e del benessere degli animali presenti.

Sequestro fiduciario e sanzioni

La ASL Roma 3 ha così disposto il sequestro fiduciario della struttura, un atto che di fatto congela l’attività dell’allevamento e impone un controllo stringente sulla sua gestione. Contestualmente è stato redatto un verbale che contiene sanzioni amministrative e una serie di prescrizioni che il proprietario dovrà rispettare.

Il provvedimento sarà notificato nei tempi previsti dalla legge e da quel momento scatterà un periodo decisivo: 60 giorni per mettere la struttura nelle condizioni minime di tutela della salute fisica e psicologica dei numerosi animali presenti. Se le prescrizioni non verranno rispettate, la ASL procederà secondo quanto previsto dalla normativa.

Novanta animali sotto osservazione

Secondo quanto denunciato dall’Ufficio del Garante per gli animali, nella struttura sarebbero presenti circa 50 cani e 40 gatti, tenuti in condizioni che gli attivisti hanno definito disumane. Gabbie anguste, mancanza di luce naturale, acqua sporca, ambienti contaminati da escrementi: un quadro che aveva già fatto scattare segnalazioni nel giugno 2025, rimaste però senza esiti concreti.

Oggi, con il sequestro fiduciario, quella realtà entra finalmente sotto una sorveglianza sanitaria ufficiale, con l’obiettivo dichiarato di verificare e correggere ogni violazione.

Le accuse degli attivisti e il caso Rizzi

A rendere pubblica la vicenda è stato anche l’attivista Enrico Rizzi, che ha diffuso immagini e testimonianze dall’interno dell’allevamento. Durante uno dei blitz, Rizzi sarebbe stato aggredito fisicamente, episodio ora verbalizzato dalle forze dell’ordine e che potrebbe avere rilievo penale.

Secondo le denunce, persino i secchi del cibo sarebbero stati trovati pieni di escrementi, un dettaglio che ha spinto il Garante Patrizia Prestipino a chiedere chiarimenti su come fossero stati svolti i sopralluoghi.

La risposta della ASL Roma 3

Nel comunicato ufficiale di oggi, la ASL Roma 3 ha precisato di aver adempiuto a tutte le procedure previste per gli esposti, spiegando che il sopralluogo con NAS e Polizia Locale ha portato all’adozione delle misure previste dalla legge. Ora il destino dell’allevamento dipenderà dalla capacità del proprietario di adeguarsi alle prescrizioni imposte.

Per gli animalisti, però, questa è solo una prima vittoria. La richiesta resta chiara: trasparenza, controlli rigorosi e, se necessario, la chiusura definitiva di una struttura che per mesi è stata sinonimo di sofferenza invisibile.

A Ponte Galeria, sui cancelli che per troppo tempo hanno nascosto l’orrore, ora c’è finalmente un sigillo ufficiale. E per decine di animali, questo potrebbe significare l’inizio di una nuova possibilità.