Allevamento lager a Ponte Galeria: denuncia della Garante per gli animali dopo blitz attivisti e foto dell’orrore

Dietro ai cancelli dell'allevamento lager degli animali, una realtà che fa paura: 90 animali sarebbero tenuti in condizioni inaccettabili

Nella foto alcune immagini del blitz nell'allevamento lager

Ci sono luoghi che non dovrebbero esistere, eppure esistono. Luoghi nascosti dietro cancelli anonimi, lontani dagli occhi dei cittadini, dove la sofferenza diventa normalità e il dolore viene trasformato in merce. A Ponte Galeria, alle porte di Roma, uno di questi luoghi è oggi al centro di una denuncia che sta scuotendo le coscienze e mettendo in discussione il sistema dei controlli pubblici. Un presunto allevamento di animali che, secondo quanto documentato, sarebbe in realtà un vero e proprio lager per cani e gatti. L’Ufficio del Garante per gli animali di Roma Capitale ha deciso di rompere il silenzio e chiedere conto alle autorità sanitarie

Dietro ai cancelli dell’allevamento lager degli animali, una realtà che fa paura: 90 animali in condizioni disumane

Secondo quanto riferito in queste ore da Patrizia Prestipino, la vicenda di ieri non è un caso improvviso. Già nel mese di giugno del 2025, l’Ufficio del Garante aveva ricevuto segnalazioni via e-mail da cittadini e attivisti che parlavano di condizioni gravissime all’interno della struttura.

Cani e gatti detenuti in spazi chiusi, privi di luce naturale, senza acqua pulita e in ambienti contaminati da escrementi e sporcizia.

Allevamento lager a Ponte Galeria: denuncia della Garante per gli animali dopo blitz attivisti e foto dell'orrore 1
Nella foto un secchio pieno di escrementi rinvenuto nell’allevamento lager

A fronte di quelle segnalazioni, erano state coinvolte le autorità competenti. Tuttavia, a distanza di mesi, nulla sembra essere cambiato. Nessun sequestro, nessuna chiusura, nessuna misura cautelare. Una situazione che oggi appare ancora più grave alla luce delle immagini e delle testimonianze raccolte ancora ieri venerdì 9 gennaio:

“Ora stiamo nuovamente procedendo in questa direzione, chiedendo chiarimenti alla ASL competente – ha dichiarato Patrizia Prestipino -. Vogliamo chiarezza sulle modalità di sopralluogo che sono state effettuate e chiediamo come mai non sia stato avviato nessun atto di sequestro nonostante le condizioni precarie in cui versano gli animali”.

Novanta animali tenuti in condizioni inaccettabili

Secondo quanto riportato dall’Ufficio del Garante, nella struttura sarebbero presenti circa 50 cani e 40 gatti. Non animali da compagnia accuditi, ma esseri viventi ammassati, malnutriti, privati di cure veterinarie e costretti a vivere tra le proprie feci.

Un veterinario, intervenuto sul posto, secondo quanto denunciato dall’attivista Enrico Rizzi non avrebbe nemmeno ispezionato i secchi che avrebbero dovuto contenere il cibo. All’interno dei contenitori c’erano solo escrementi. Un dettaglio che da solo racconta l’orrore e la necessità di nuovi accertamenti che mettano fine alla gestione della struttura, definita senza mezzi termini “criminale” .

La denuncia dell’aggressione subita dall’attivista Enrico Rizzi

A portare alla luce in modo dirompente la situazione, è stato Enrico Rizzi, attivista noto per le sue battaglie in difesa degli animali. Grazie alle sue denunce pubbliche, alle immagini dell’orrore e ai sopralluoghi, la vicenda ha superato il muro dell’invisibilità.

Ma la sua azione non è rimasta senza conseguenze: Rizzi sarebbe stato aggredito fisicamente durante il blitz nella struttura, un episodio che aggiunge un ulteriore livello di gravità alla vicenda. Sul posto le forze dell’ordine hanno verbalizzato i fatti. La documentazione ufficiale ora, sarà la base per l’avvio del procedimento, rimandato alla valutazione della Procura.

Chiarimenti e nuovi controlli chiesti alla ASL

L’Ufficio del Garante ha ora chiesto ufficialmente chiarimenti alla ASL competente. Vuole sapere come sono stati effettuati i sopralluoghi, con quali criteri, e soprattutto perché, nonostante le condizioni documentate, non sia stato disposto alcun sequestro.

In un sistema che dovrebbe tutelare gli animali come esseri senzienti, la mancanza di intervento di fronte a un quadro così degradante non può essere liquidata come una semplice svista ma come una questione di responsabilità pubblica.

Il flashmob come grido collettivo

Di fronte a questa immobilità istituzionale, la società civile ha deciso di reagire. Enrico Rizzi ha lanciato un flashmob con un messaggio chiaro: “Tutti davanti l’allevamento lager”. L’appuntamento è fissato per domenica 11 alle ore 15:30, con ritrovo a Ponte Galeria”

Non una semplice protesta, ma una chiamata all’azione rivolta a chiunque non voglia voltarsi dall’altra parte. Rizzi ha già informato la Questura, consapevole che la mobilitazione deve svolgersi in modo civile ma determinato.

ASL Roma 3 risponde: “Sequestro e prescrizioni per l’allevamento di Ponte Galeria”

La ASL Roma 3 intanto, ha confermato di aver agito secondo le procedure previste dopo le segnalazioni sull’allevamento di Ponte Galeria. In seguito al sopralluogo con NAS e Polizia Locale è stato disposto il sequestro fiduciario della struttura, con sanzioni e prescrizioni. Il proprietario avrà 60 giorni per mettersi in regola e garantire condizioni adeguate agli animali presenti.