Non è stato un mattino qualunque quello del 10 gennaio per Tivoli. Chi è sceso in stazione per andare al lavoro, per raggiungere Roma o semplicemente per accompagnare un familiare al treno, si è trovato davanti a qualcosa che ha lasciato un senso di gelo e incredulità. Sui muri dei sottopassi pedonali che collegano i binari, sono comparse svastiche e scritte antisemite e islamofobe. Simboli che non appartengono al presente di una città democratica, ma che evocano uno dei capitoli più oscuri della storia.
Le immagini delle svastiche fanno il giro dei social e riaccendono l’allarme sull’intolleranza: chiesti interventi immediati e presa di posizione dell’amministrazione
Le immagini diffuse sui social arrivano da La Tiburtina News, e mostrano chiaramente ciò che i pendolari hanno visto con i propri occhi: svastiche tracciate sui muri, frasi offensive contro ebrei e musulmani, messaggi che trasformano uno spazio pubblico in un veicolo di propaganda razzista.
I sottopassi della stazione ferroviaria di Tivoli sono un punto di passaggio obbligato per centinaia di persone ogni giorno: studenti, lavoratori, famiglie. “Vederli così deturpati non è stato solo uno shock visivo, ma un colpo diretto alla serenità e al senso di sicurezza della comunità” – hanno dichiarato alcuni residenti.
Un luogo simbolico trasformato in un palcoscenico di intolleranza
Non si tratta di un muro qualsiasi. La stazione è uno dei luoghi più vissuti della città, una porta d’ingresso e di uscita che racconta Tivoli a chi arriva e a chi parte. Proprio per questo la comparsa di simboli di odio assume un peso ancora maggiore. Trasformare un luogo di passaggio e di incontro in uno spazio di intimidazione significa lanciare un messaggio che va ben oltre il semplice vandalismo. È un gesto che punta a colpire la convivenza civile, a seminare paura e divisione.
La reazione del Partito Socialista Italiano
Di fronte a quanto accaduto, il Partito Socialista Italiano di Tivoli ha diffuso una presa di posizione netta e senza ambiguità. Nella nota, il PSI parla di un fatto gravissimo, che non può essere ridotto a una bravata o a un atto isolato.
Le svastiche e le scritte antisemite e islamofobe, sottolinea il partito, sono messaggi di odio che colpiscono l’intera comunità democratica e offendono la storia stessa di Tivoli. Da qui la richiesta di una rimozione immediata delle scritte, di misure di controllo e prevenzione e di una presa di posizione chiara da parte dell’amministrazione comunale.
La memoria come argine all’odio
Nel comunicato emerge un richiamo forte alla memoria storica. La svastica non è un simbolo neutro, ma richiama persecuzioni, deportazioni, stermini. Vederla comparire sui muri di una stazione italiana nel 2026 significa fare i conti con il rischio che certe ideologie non siano mai del tutto scomparse. Per questo il PSI ribadisce che non esiste neutralità possibile di fronte all’antisemitismo, al razzismo e all’intolleranza. Difendere la memoria e il rispetto delle persone non è una scelta facoltativa, ma il fondamento stesso della vita democratica.
Una città chiamata a reagire
Lo sdegno non è rimasto confinato alla politica. Tra i residenti e i pendolari si è diffuso un senso di indignazione e preoccupazione. In molti hanno condiviso le immagini sui social, chiedendo interventi rapidi e decisi. L’auspicio è che le scritte vengano cancellate al più presto, ma anche che si faccia luce su chi le ha realizzate e sul clima che può averle generate.
















