La notte scorsa, intorno alle 2:00, via Casilina si è trasformata nel teatro del terrore per due giovani che stavano camminando all’altezza di Piazza di Porta Maggiore, e in un attimo si sono ritrovate circondate da un banda armata.
La violenza della notte a Porta Maggiore, porta la firma di tre presunti rapinatori tunisini: uno è stato fermato, mentre è caccia gli altri due fuggiti con il bottino
Un’aggressione repentina da parte di tre uomini che dopo aver sorpreso le vittime, le hanno minacciate con un coltello e una bottiglia di vetro rotta. La paura, mista all’istinto di sopravvivenza, ha portato i due giovani a consegnare tutto ciò che avevano di valore, tra cui il telefono cellulare, il casco del motorino, le cuffie e uno strumento musicale.
Dopo aver arraffato il bottino, i rapinatori si sono dileguati rapidamente nelle strade circostanti, lasciando le vittime in preda al panico. I due ragazzi, di 25 e 26 anni, ancora scossi per la violenza subita, hanno chiesto immediatamente aiuto ad alcuni passanti per contattare le forze dell’ordine.
L’intervento della Polizia
La chiamata al 112 ha permesso l’intervento tempestivo della Polizia di Stato: una volante del Commissariato Sant’Ippolito e gli agenti del Reparto Volanti della Questura, che hanno raggiunto la zona in pochi minuti.
Gli agenti, seguendo le indicazioni delle vittime ancora sotto shock, hanno iniziato immediatamente le ricerche dei rapinatori, con la descrizione fornita dai ragazzi, che ha permesso di circoscrivere la ricerca e di impostare un pattugliamento serrato delle vie limitrofe.
Il primo arresto e la caccia agli altri complici
Grazie alle indicazioni delle vittime e al pronto intervento degli agenti, uno dei presunti rapinatori, un giovane tunisino di appena 19 anni, è stato intercettato e fermato sulla via Palmiro Togliatti. Il fermo rappresenta un primo passo importante nell’indagine, ma le autorità continuano le ricerche degli altri due complici, ancora in fuga. La Polizia sta lavorando per raccogliere ulteriori elementi e testimonianze utili a rintracciarli rapidamente, assicurando alla giustizia l’intera banda responsabile dell’aggressione.


















