I gestori del Dadaumpa di Fiumicino: “Incendio scaturito da un fulmine”

Secondo i gestori del Dadaumpa di Fiumicino la causa del rogo che ha devastato la struttura sarebbe stata di natura accidentale

Sarebbe stato un fulmine ad appiccare l’incendio che, intorno all’una di questa notte, lunedì 5 gennaio, ha devastato lo stabilimento balneare Dadaumpa Village di Fiumicino, gestito da Lassociazione srl e situato in piazzale Mediterraneo, nel comune aeroportuale affacciato sul Tirreno.

Secondo i gestori del Dadaumpa di Fiumicino la causa del rogo che ha devastato la struttura sarebbe stata di natura accidentale

A sostenere questa tesi sono i gestori della struttura i quali sottolineano che “dai primi riscontri tecnici e dalle analisi dei filmati di sicurezza già acquisiti emerge con ragionevole probabilità che l’origine dell’incendio sia riconducibile alla caduta di un fulmine”.

La saetta avrebbe colpito la zona nel corso del temporale che ha imperversato sulla costa del litorale situato a nord di Roma.

E’ infondato il possibile coinvolgimento di fattori dolosi legati a “intimidazioni di origine criminale, in quanto all’interno del locale, oltre all’impianto di allarme che non ha segnalato alcuna intrusione era presente il guardiano il quale ha prontamente avvertito le autorità competenti“.

Proseguono intanto le indagini dei vigili del fuoco e della polizia di Stato per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. I gestori dello stabilimento “li ringraziano e rassicurano la clientela sul fatto che, a breve inizieranno i lavori di ripristino in vista della prossima stagione estiva“.

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Un locale sfortunato

Il Dadaumpa di Fiumicino fu distrutto dalle fiamme alla vigilia della stagione balneare di dieci anni fa.

Le fiamme di questa notte sono la triste riedizione del rogo che aggredì l’infrastruttura il 18 marzo del 2015.

A differenza dell’ultimo rogo quello dell’epoca fu scatenato dolosamente, come accertato dalla polizia scientifica.

I piromani penetrarono all’interno tagliando la recinzione metallica intorno alle 21.30 della sera approfittando del maltempo e di una giornata di pioggia simile a quella di queste ore.

Il rogo fu immediatamente alimentato dalla combustione dei materiali e degli arredi presenti nei pressi del bancone del bar dove fu piazzato l’innesco.

Gli inquirenti indirizzarono i loro sospetti verso la pista del gesto volontario perché tutte le utenze di gas ed elettricità erano state prudentemente disattivate.

I proprietari del Dadaumpa dissero di non aver mai ricevuto minacce o richieste da parte di taglieggiatori.

L’episodio venne censurato dal sindaco di Fiumicino Esterino Montino che invitò la cittadinanza a non sottovalutare l’accaduto.

I consiglieri comunali di opposizione puntarono l’indice contro la possibile trasformazione in senso illegale del territorio a seguito di una lunga serie di incendi che avevano causato danni a diversi esercizi commerciali.

L’allora presidente di Federbalneari, Renato Papagni, fu tranchant e riferì al quotidiano Il Messaggero che, a Fiumicino, non c’era alcun problema di controllo malavitoso a livello locale.

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