Ad Acilia si fa la gimkana tra le buche per spostarsi da una zona all’altra del quartiere in un continuo viavai di autovetture e di mezzi pesanti che quasi si sfiorano per aggirare gli ostacoli disseminati sull’asfalto.
Ad Acilia si fa la gimkana tra le buche per spostarsi tra i quartieri adagiati alle spalle di Ostia
La situazione in cui versa via di Macchia Saponara è solo uno degli angoli più martoriati di un collegamento strategico per gli spostamenti tra i quartieri adagiati alle porte del litorale Romano.
Si tratta, infatti, della seconda arteria in termini di importanza dopo via di Acilia per incanalare un flusso praticamente ininterrotto di mezzi di trasporto che si spostano tra i quartieri dell’entroterra di Ostia e, in particolare, con i centri residenziali di Casal Palocco e dell’Axa.
Un vero e proprio incubo fatto di buche e di avvallamenti pericolosissimi per la sicurezza della circolazione stradale. Buche che, con le intense precipitazioni degli ultimi giorni, si sono trasformate in crateri.
In attesa che qualcuno si muova a ripararle in modo adeguato e senza ricorrere a ‘romanelle’ di rito pronte a disfarsi alle prime gocce di pioggia, l’amministrazione locale le ha delimitate con delle transenne posizionate perpendicolarmente al marciapiedi.
Questo significa che, in corrispondenza di ognuno di questi ostacoli sistemati per evitare che i mezzi in transito finiscano in quelle micro voragini, i veicoli più pesanti e, in particolare i bus delle linee Atac, sono costretti a invadere il centro della carreggiata marciando praticamente in contromano.
Si tratta, purtroppo, solo di un piccolo assaggio di quanto sta accadendo alla rete stradale del territorio, una rete ridotta a un colabrodo simile a un enorme fetta di Emmental.
Eppure le risorse per fare fronte a un problema ormai endemico ci sarebbero anche se vengono, apparentemente, indirizzate a scopi diversi. Finalità in parte ludiche, come la Festa d’Inverno nella vicinissima frazione della Madonnetta, in programma il 28 dicembre scorso con la partecipazione della band di Paolo Belli e costata 65mila euro di fondi pubblici in un contesto segnato da degrado, insicurezza e incuria.
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