Petardi e mitraglie nascosti tra la cocaina: la Polizia sventa il Capodanno col ‘botto’ di un 43enne romano

Petardi, razzi e mitraglie e cocaina: il Capodanno col 'botto' di un 43enne romano fatto saltare dalla Polizia

Petardi occultati insieme alla cocaina, box trasformati in depositi clandestini e negozi privi di autorizzazioni: è questo il quadro emerso dai controlli messi in campo dalla Questura di Roma in vista del Capodanno. Circa 100 chili di fuochi d’artificio illegali sono stati sequestrati nelle ultime ore in diversi quartieri della Capitale, tra Prenestino, Fidene e Aurelio, nell’ambito di un’attività preventiva mirata a contrastare la vendita e la detenzione di materiale esplodente vietato.

Petardi, razzi e mitraglie e cocaina: il Capodanno col ‘botto’ di un 43enne romano fatto saltare dalla Polizia

L’episodio più significativo è stato registrato al Quarticciolo, dove gli agenti hanno scoperto un vero e proprio deposito illegale all’interno della cantina di un’abitazione.

Qui un 43enne romano custodiva circa 2 chili di sostanze stupefacenti, tra hashish e cocaina, ma non solo: accanto alla droga – e in parte nascosti proprio insieme alla cocaina – sono stati rinvenuti numerosi scatoloni contenenti materiale pirotecnico illegale.

Tra batterie, razzi, petardi, fontane, mitraglie e candele pirotecniche, il quantitativo complessivo destinato ai festeggiamenti di fine anno raggiungeva circa 80 chili.

Controlli su strada e box trasformati in depositi

Un secondo sequestro è scattato in zona Fidene, a seguito di un controllo su strada. Un giovane, fermato mentre era alla guida della propria auto, trasportava nel bagagliaio una borsa piena di fuochi d’artificio acquistati tramite una piattaforma di messaggistica istantanea.
Gli accertamenti successivi hanno portato alla scoperta di altri 8 chili di materiale pirotecnico all’interno di un box nella sua disponibilità.

Fuochi illegali anche in un esercizio commerciale all’Aurelio

Nel quartiere Aurelio, infine, gli agenti hanno individuato un esercizio commerciale dove erano custoditi circa 13 chili di materiale esplodente in totale assenza delle necessarie autorizzazioni di polizia.

Petardi e mitraglie nascosti tra la cocaina: la Polizia sventa il Capodanno col 'botto' di un 43enne romano 1
Uno dei sequestri operati dalla Polizia a Roma

Tra gli articoli sequestrati figurano batterie di fuoco non consentite alla vendita, candelotti esplodenti e dispositivi destinati all’allontanamento degli animali in ambito agricolo, la cui commercializzazione per fini ludici è vietata.

L’altra operazione: oltre 500 kg di botti illegali sequestrati dalla Guardia di Finanza

Nel pieno delle festività, anche la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma ha messo a segno un duro colpo al commercio illecito di articoli pirotecnici, sequestrando oltre 500 chili di botti illegali.
L’operazione rientra in un piano straordinario di controlli volto a prevenire gravi rischi per la sicurezza pubblica e ha interessato l’area metropolitana, in particolare Pomezia.

Qui i militari hanno individuato una società di capitali che deteneva e commercializzava una quantità ingente di fuochi d’artificio senza alcuna autorizzazione di pubblica sicurezza. I materiali erano stoccati in una serie di magazzini abusivi, di fatto trasformati in polveriere clandestine, situate in aree densamente abitate.

Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti oltre 22mila articoli pirotecnici illegali, conservati in condizioni estremamente precarie e prive di qualsiasi misura di sicurezza.

Botti vietati a Roma fino al 6 gennaio 2026

Anche per il Capodanno 2026, Roma Capitale, in realtà, ha confermato il divieto totale di utilizzo di materiale esplodente e artifici pirotecnici su tutto il territorio cittadino.
Il provvedimento, adottato con Ordinanza del Sindaco, mira a tutelare la sicurezza delle persone, degli animali e del patrimonio storico e ambientale della città.

Il divieto è in vigore dalle ore 00:01 del 31 dicembre 2025 alle ore 24:00 del 6 gennaio 2026.

Per i trasgressori sono previste sanzioni fino a 500 euro, oltre al sequestro del materiale.