A pochi giorni dall’inaugurazione, la nuova stazione della metro C Colosseo – subito battezzata la più bella del mondo – è già finita sotto la lente d’ingrandimento per qualche difettuccio. E se da un lato la sua bellezza architettonica, quasi museale, conquista subito i passanti, dall’altro le prime criticità non tardano a emergere, suscitando perplessità e qualche malcontento.
Metro C, nella neo stazione più bella del mondo emerge qualche difetto: piove all’interno
Tutto sembra perfetto: le scale mobili (almeno quelle funzionanti) sembrano procedere spedite, il design è spettacolare, con i reperti archeologici che affiorano dal pavimento come un tributo al passato storico della città. Ma, come spesso accade, il diavolo si nasconde nei dettagli. E, in questo caso, i dettagli sono le infiltrazioni d’acqua che, dopo le piogge dei giorni scorsi, sono colate in un paio di punti della stazione.
Una fastidiosa perdita d’acqua che scorre sulle scale mobili bagnando i passeggeri diretti verso i convogli. “La stazione è bellissima, ma – pioggia a parte – c’è ancora da migliorare“, scrivono alcuni utenti, lamentandosi anche della scarsa ricezione del segnale telefonico e dei tempi di attesa, con i treni che passano ogni 9 minuti.

Ma tornando alle infiltrazioni (che sebbene non catastrofiche sollevano una domanda): come può una stazione così moderna non essere pronta a gestire le piogge di stagione?
Qualcuno ci scherza su: “Per direzione “Pantano” non c’e’ bisogno di aspettare…sta gia’ li’”.
Le scale mobili ferme
Insomma un esordio in lieve ‘salita’ per la fermata Colosseo-Fori Imperiali della metro C. Anche perché – come riportava l’Agi in questi giorni – nella bella stazione inaugurata il 16 dicembre alla presenza dei ministri Matteo Salvini (Trasporti), Alessandro Giuli (Cultura) e del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri sarebbero guaste due scale mobili.
Il primo impianto non era funzionante già da giorni. Il 22 dicembre se n’è aggiunto un secondo con barriere di plastica gialle, con tanto di segnale di pericolo. Colpa di quel filo d’acqua?


















