Una tranquilla serata ai Castelli, si è trasformata in un incubo di violenza e umiliazioni razziste lo scorso novembre, per un giovane bengalese, che tornando a casa insieme ad alcuni amici, è stato improvvisamente preso di mira da un branco di giovani violenti.
Nell’ultimo raid noto, botte e minacce con il coltello e la pistola, poi la rapina a un 23enne straniero umiliato dal branco
il 23enne si trovava in via Garibaldi, a Grottaferrata, dopo una serata trascorsa in un locale, quando è stato aggradito da tre giovani, due albanesi e un italiano che gli hanno scaricato addosso in pochi attimi, insulti razzisti, botte, minacce con il coltello e la pistola, per poi rapinarlo.
le offese e la brutalità fisica
Secondo le ricostruzioni delle Forze dell’Ordine, i tre aggressori avrebbero iniziato il pestaggio con un gesto umiliante, e cioè rovesciandogli addosso un bicchiere di birra per poi iniziare con l’aggressione verbale in cui hanno preso il sopravvento, frasi a sfondo razziale urlate con rabbia: “Bangladini di m…”.
La vittima e i suoi amici terrorizzati, sono stati poi ancora umiliati verbalmente prima che la violenza fisica raggiungesse il suo apice in una dinamica spaventosa: la vittima è stata afferrata per il collo, colpita con pugni ripetuti in testa anche dopo essere caduta a terra, minacciata con pistola e coltello e infine derubata del portafogli.
E, ogni gesto del branco, era volto a infliggere paura, dolore e umiliazione, per trasformare una “semplice” rapina in un episodio di vera e propria tortura psicologica.
L’arresto del branco
Determinante per fermare questa escalation di violenza, è stata l’azione dei Carabinieri della Stazione di Grottaferrata, che grazie all’identikit del branco italo-albanese ha eseguito l’arresto dei tre presunti responsabili dell’orrore a disposizione delle autorità.
Uno degli arrestati è ora ristretto ai domiciliari, mentre per gli altri due complici è stato disposto il braccialetto elettronico, mentre prosegue l’indagine per i gravi fatti di cronaca che raccontano solo una parte della tragedia: rapina e aggressione.
Ma dietro le formalità giudiziarie, restano le urla, la paura, i pugni al volto e minacce di morte nei confronti del giovane bengalese, sopravvissuto a un’aggressione dalla violenza inaudita.


















