Botte alla compagna e sigarette accese sulle braccia della figlia: la Polizia arresta un bruto all’Infernetto

La polizia arresta un bruto all’Infernetto dove da tempo andavano avanti violente liti domestiche segnate da lesioni e cicatrici di mozziconi su una bambina di 10 anni

Tentata violenza sessuale, studentessa britannica aggredita a Roma: è caccia all'uomo

La Polizia arresta un bruto all’Infernetto. Scene di terrore e di maltrattamenti che andavano avanti da circa un anno e mezzo e, dopo essere esplosi in una violenta lite domestica in un’abitazione del quartiere residenziale adagiato alle porte del litorale, hanno portato gli agenti della polizia del X Distretto di Ostia ad arrestare un 32enne di origini portoghesi dopo aver scoperto una vera e propria galleria degli orrori.

La polizia arresta un bruto all’Infernetto dove da tempo andavano avanti violente liti domestiche segnate da lesioni e cicatrici di mozziconi su una bambina di 10 anni

A finire in manette A.D.S che, in tutti i modi, aveva tentato di evitare la perquisizione domiciliare degli agenti allertati da una chiamata al numero unico delle emergenze, nascondendo la compagna di 41 anni, massacrata di botte, sotto un cumulo di rifiuti e la figlia di lei, 10 anni appena, con evidenti cicatrici di sigaretta sulle braccia sotto al letto nella camera matrimoniale.

L’inizio dell’incubo

Tutto ha avuto inizio ieri, domenica 21 dicembre, quando, alle ore 20.00, circa la sala operativa della Questura ha ricevuto una telefonata che segnalava un litigio familiare in corso in una casa dell’Infernetto da cui provenivano forti grida e rumori di piatti rotti accompagnati dal trascinamento di mobili e di altre suppellettili.

Sul posto arrivavano due agenti a bordo della volante Lido 1 che, accompagnati dal proprietario dell’appartamento, dopo aver ripetutamente suonato al citofono cui non rispondeva nessuno decidevano di entrare e di verificare di persona la situazione.

Di fronte ai loro occhi una scena apocalittica costituita da un piccolo giardino ridotto in pessime condizioni e coperto di immondizia dove trovavano un cane dal pelo marrone, presumibilmente di razza pitbull in apparenza di un anno età e, per il resto, solo un inquietante silenzio.

Dopo aver bussato di nuovo la porta veniva aperta dal 32enne portoghese che, farfugliando parole incomprensibili, di fatto chiedeva cosa la polizia fosse venuta a fare a casa sua, pur ammettendo di aver avuto una discussione con la compagna che poi aveva deciso di andarsene. Il tono aggressivo e lo stato di agitazione dell’uomo spingevano i poliziotti a una perquisizione più approfondita dell’appartamento.

Tracce di sangue dappertutto

Appena entrati in salotto gli agenti trovavano il pavimento completamente bagnato ed evidenti tracce di sangue sia a terra, sia su un tavolo usato per sbarrare l’ingresso. Tracce che, secondo la versione di A.D.S. erano dovute a una ferita subita dal cane a una delle zampe.

Sempre più insospettiti i poliziotti entravano in una delle stanze che davano sulla cucina e, sotto un sacco dell’immondizia trovavano la donna, una 41enne dalle generalità ispaniche ma nata a Roma, con il viso tumefatto e diverse escoriazioni oltre a un’evidente spaccatura del sopracciglio destro, molto probabilmente dovuta a colpi inferti con un pugno.

La donna, in stato di alterazione alcolica, negava la presenza della figlia in casa dicendo agli agenti di non avere bisogno di alcun aiuto e di trovarsi nell’abitazione del compagno per motivi familiari.

Le condizioni della bimba

Gli agenti proseguivano nella loro ricerca e, nascosta sotto a un letto, trovavano anche la bambina, immobile e in uno stato di agitazione psicomotoria. La affidavano alle cure dei sanitari del 118 insieme alla madre che, tuttavia, continuava a manifestare un atteggiamento ancora recalcitrante.

Dai successivi accertamenti effettuati in ospedale il pediatra riscontrava sulla bambina, in buone condizioni fisiche nonostante il contesto degli avvenimenti, cicatrici pregresse dovute, presumibilmente, a bruciature di sigaretta. Il silenzio rivelava una totale acquiescenza nei confronti della mamma che veniva sottoposta a una Tac. Diagnosi: grave trauma facciale con compromissione dell’orbita oculare e ferite lacero contuse al volto.

L’arresto

Alla fine la donna, risultata residente insieme alla figlia nel comune di Fiumicino, decideva di presentare denuncia/querela nei confronti del partner.

Mentre nella casa dell’Infernetto giungevano gli specialisti della Scientifica, A.D.S. che opponeva una certa resistenza alla polizia, veniva tratto in arresto e accompagnato in commissariato in attesa del giudizio di convalida in cui dovrà rispondere dei reati di maltrattamento in famiglia (art. 572 c.p.), lesioni personali (art. 582 c.p.) e sequestro di persona (art. 605 c.p.).

E’ opportuno ricordare che qualsiasi persona denunciata, fermata, arrestata, indagata o rinviata a giudizio in ogni stato e grado del procedimento penale deve essere considerata innocente sino alla pronuncia di una sentenza di condanna definitiva nei suoi confronti.